Questo articolo è stato letto 0 volte

Via alla verifica su dipendenti in esubero

BASTA PRIVILEGI per i lavoratori del pubblico impiego. Come le aziende private mandano in cassa integrazione i dipendenti in esubero, così anche le pubbliche amministrazioni possono e devono sospendere dal lavoro i dipendenti che «non servono più». Anche perché esiste un preciso obbligo di legge che risale ai tempi del ministro Brunetta. Ettore Pirovano (nella foto), l’ultimo presidente della Provincia di Bergamo eletto democraticamente, ha annunciato nella giunta di ieri di voler procedere a una verifica di eventuali esuberi nei vari settori. Perché se non ci sono più i soldi per le strade o per le scuole, non si capisce perché devono invece esserci per pagare gli stipendi ai dipendenti che non servono più. «Con i tagli che la provincia subirà quest’anno (6,5 milioni) e l’anno prossimo (7,2 milioni) dice Pirovano questa azienda non ha più i soldi, ad esempio, per l’assistenza ai disabili, per sistemare le scuole, per la cultura: l’unico servizio che quasi si paga da solo è l’ambiente dove abbiamo carenza di personale. In questi casi, le aziende private sono costrette a mettere in cassa in integrazione. Ho annunciato la necessità quindi di fare una verifica formale di eventuali esuberi. A questo punto non ci servono più certi dipendenti non perché non sappiano lavorare ma perché non ci sono più certi servizi . C’è un obbligo di legge che impone ogni anno ai dirigenti di ciascun ente pubblico di verificare tutto ciò. Che cosa succederà? Se saranno ritenuti non più utili spiega Pirovano , per 24 mesi percepiranno l’80% dello stipendio base e poi saranno messi in indisponibilità, come avviene per tutti i lavoratori del privato. E’ un obbligo di civiltà ed etico, anche per rispetto di tanti lavoratori del privato che sono in difficoltà». Bergamo ha 570 dipendenti su un milione di abitanti, un numero basso rispetto alla media nazionale. Tanto per fare un esempio, la provincia di Genova, che ha 800 dipendenti su 800mila abitanti, sta facendo la stessa operazione. Una scelta che di certo è destinata a far discutere.

Fonte: il Giorno

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>