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Spoils system a tutto spiano

Si scrive semplificazione del lavoro pubblico, si legge estensione senza limiti dello spoils system all’italiana. Il pacchetto della riforma approvato dal governo il 13 giugno scorso contiene diverse norme io cui scopo non è tanto semplificare procedure o contenere costi, ma potenziare a dismisura il potere della politica sugli apparati amministrativi e dare un potere di nomina intuitu personae senza alcun vincolo o controllo. Il disegno di legge delega nei fatti attribuisce alla politica poteri vastissimi sulla dirigenza, volti a creare, nella sostanza, una dirigenza se non «schierata» e colorata politicamente, molto saldamente imbrigliata dal potere del ministro di turno. Gli strumenti sono tre. Il primo riguarderà gli incarichi dirigenziali di vertice. I dirigenti che vi aspirino, dovranno rispondere a «interpelli» e i loro curriculum, comprensivi delle valutazioni, saranno valutati da una Commissione per la dirigenza pubblica, che li selezionerà sulla base di criteri da definire. Ma, la Commissione si limiterà a sottoporre ai ministri una rosa di dirigenti; il disegno di legge prevede che la legge delegata consenta agli organi politici di individuare i dirigenti da incaricare sulla base di una successiva «scelta non motivata», introducendo per la prima volta il caso di un provvedimento amministrativo del quale il soggetto che lo adotta non debba dar conto delle ragioni che ne stanno alla base. Insomma, al di là della procedura formale, sarà comunque la politica a scegliersi i dirigenti che più le piacciono. Il secondo strumento amplia ulteriormente la possibilità di scelta fiduciaria, consentendo agli organi politici di incaricare non i dirigenti di ruolo, ma di assumere a tempo determinato i dirigenti «a contratto» ai sensi dell’articolo 19, comma 6, del dlgs 165/2001 «senza previa verifica della disponibilità di dirigenti di ruolo aventi corrispondenti caratteristiche». Insomma, anche in questo caso si intende sottrarre la politica dall’obbligo di spiegare come mai si assumano dirigenti esterni, sebbene nei ruoli siano presenti dirigenti, magari privi di incarico, che dispongano esattamente della professionalità necessaria ai fini dell’incarico che si intende assegnare (con maggiori oneri finanziari) a soggetti esterni. Il terzo strumento consiste nella licenzi abilità dei dirigenti di ruolo privi di incarico. Per liberarsi dei dirigenti «scomodi» non sarà necessario utilizzare le complesse procedure finalizzate a rilevare il mancato conseguimento degli obiettivi e, dunque, il sistema di valutazione. Basterà, per esempio, attingere a piene mani proprio a dirigenti esterni ai ruoli e lasciare quelli di ruolo senza incarico, per ottenerne senza sforzo il licenziamento. Con un costo comunque non indifferente, perché per un certo lasso di tempo i dirigenti senza incarico percepiranno lo stesso uno stipendio, sebbene limitato al solo «tabellare», senza cioè la retribuzione di posizione, legata allo svolgimento di un incarico preciso, né la retribuzione di risultato, ovviamente connessa alla capacità di ottenere i risultati connessi a quell’incarico. Un ulteriore omaggio allo spoils system, inizialmente previsto è invece saltato. Era la possibilità per i sindaci di attribuire al personale del proprio staff trattamenti economici da funzionari, se non da dirigenti, anche se i destinatari fossero privi dei titoli di studio e professionali necessari per accedere ai posti con concorsi pubblici.

Fonte: Italia Oggi

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