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Riforma PA: Renzi, riforma per cambiare, ma non sarà contro i lavoratori

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“Tutte le cose che abbiamo promesso le stiamo mandando avanti”. Il premier Matteo Renzi lo scandisce, dopo il Cdm, presentando la riforma della Pa. Sarà “un cambiamento radicale” assicura. Ma la riforma della pubblica amministrazione dovrà attendere il 13 giugno, prima data utile per un Cdm post elezioni. Come annunciato alla vigilia, per ora c’è un impegno politico.

CAMBIAMENTO – La riforma è un “tassello della sistematica operazione di cambiamento che cerchiamo di realizzare nel Paese” e che “sta rispettando tutte le scadenze che ci siamo autoimposti” mette in chiaro Renzi, sottolineando allo stesso tempo che “una riforma della Pa contro i lavoratori e le lavoratrici ha le gambe corte”.

ESUBERI – “Mi sentirei di dire – aggiunge – che non c’è un tema esuberi della Pa. La Pa italiana ha una media tra lavoratori e cittadini uguale a quella di altri Paesi Ue”. E i risparmi “non li vogliamo fare dicendo che eliminiamo ‘x’ dirigenti ma se metti insieme, nella singola realtà territoriale, le sedi di tutti gli enti governativi lo sai quanto risparmi?”, sottolinea.

FANNULLONI – La riforma della Pa, spiega poi, “non è un prendere o lasciare, ma la sua filosofia sì. C’è un sacco di bella gente che lavora nella Pa, la teniamo; ma i fannulloni vanno stangati, dire che ‘sono tutti fannulloni quindi teniamo tutti’ ha distrutto la Pa italiana”. Inoltre, con le uscite previste nella riforma, le “nuove entrate possono arrivare a 14-15mila da qui al 2018″.

IL TIMING – Ecco il timing: prima di approvare la riforma “abbiamo deciso di aprire una discussione per 40 giorni”, con una lettera che il governo ha deciso di inviare a tutti i dipendenti, e “il provvedimento andrà in Cdm venerdì 13 giugno”. La lettera è in tre punti: “Capitale umano, taglio degli sprechi e open data”.

“Prima di dare via libera al provvedimento vi ascoltiamo, non abbiamo paura di confrontarci” assicura il presidente del Consiglio, non c’è “l’idea di un governo arrogante. Se ci sono altre idee le ascoltiamo ma sui contenuti: non dite che siamo arroganti ma che abbiamo torto”. Insomma, aperti alla discussione e all’approfondimento con tutti i soggetti coinvolti, ribadisce Renzi, inclusi dipendenti pubblici e sindacati. ”Sarà per noi importante sapere le vostre riflessioni e le vostre critiche. Scriveteci a rivoluzione@governo.it”.

SPRECHI – Poi, al termine del periodo di ascolto il governo farà “un Ddl o un Dl. Io preferirei non il Dl” dice il presidente del Consiglio. Illustrando poi il punto della riforma della Pa sui ‘tagli agli sprechi’, rende noto che il governo mira a tagliare il numero delle prefetture “a non più di 40″ e ad aggregare “oltre 20 enti che svolgono funzioni simili”.Quanto alla riduzione delle prefetture, Renzi dice che dovranno essere presenti solo “nei capoluoghi di regione e in zone strategiche”. Inoltre, il premier parla di una “centrale unica per gli acquisti delle forze di polizia e di accorpare l’Aci, il Pra e la Motorizzazione civile”.

SCUOLE PA – Quanto alle scuole di formazione della Pubblica amministrazione, dovranno essere accorpate in una sola. Tra gli altri provvedimenti per la lotta agli sprechi della Pa, ci sarà anche “l’accorpamento delle soprintendenze e la riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio” facendo riferimento anche alle molteplici sedi provinciali della Ragioneria generale dello Stato. Il presidente del Consiglio parla anche della volontà di eliminare “l’obbligo delle aziende di iscriversi alle Camere di commercio”, e anche “della razionalizzazione delle Autorità portuali”. Quanto al taglio dei costi dell’energia per le pmi, “siamo pronti a farlo partire, vediamo se subito dopo le elezioni per evitare che sia considerata una misura elettorale”.

MADIA – “No a tavolo negoziale ma sì a confronto puntuale con i sindacati” afferma in conferenza stampa il ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia, augurandosi che intervengano nel dibattito aperto sulla riforma: “Oggi presentiamo punti molto concreti e puntuali possono essere oggetto di discussione ricca”.

Madia ha tra gli obiettivi prioritari lo sblocco del turn over, “il mio obiettivo è sbloccarlo al massimo” sottolinea. Il ministro inoltre non ha ”problemi a parlare di eventuali prepensionamenti in deroga alla legge Fornero e ricordo che queste norme sono state introdotte dai governi Monti e Letta, ma prima si possono fare cose come l’abrogazione dell’istituto di trattenimento in servizio che libererebbe almeno 15mila posti, 10mila se vogliamo essere prudenti”.

(FONTE: Adnkronos)

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