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Pubblico impiego, proroga a fine 2013 per 115mila precari

Proroga al 31 dicembre 2013 per i precari della pubblica amministrazione.
A farla scattare dovrebbe essere il decreto su Imu e Cig in deroga che sarà varato oggi dal Consiglio dei ministri.
Dopo un tira e molla durato una decina di giorni, il prolungamento dei contratti non a tempo indeterminato negli uffici pubblici in via di esaurimento, per effetto dell’ultima legge di stabilità, il 31 luglio di quest’anno, sembra proprio destinato a ottenere oggi l’ok del Governo.
Anche se la partita non è ancora del tutto chiusa.
Una marcia indietro non può essere completamente esclusa, ma nelle riunioni tecniche di ieri sul decreto lo slittamento a fine anno veniva considerato praticamente acquisito.
Lo stesso presidente del Consiglio, Enrico Letta, del resto, nel chiedere la fiducia alle Camere aveva inserito la proroga dei precari della Pa tra le urgenze del proprio governo.
In un primo momento però il decreto sulla sospensione del pagamento dell’Imu di giugno e sul rifinanziamento della Cig non era stato considerato il veicolo più adatto.
Ma, anche per il pressing dei sindacati e di larga parte della maggioranza, Pd in testa, alla fine il Dl all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di questa mattina è diventato un’opzione valida.
In ballo ci sono circa 115mila dipendenti, di cui 86.122 a tempo determinato, con una concentrazione particolare soprattutto negli enti locali.
Se oggi arrivasse davvero la proroga potrebbe trattarsi dell’ultima, visto che il vincolo dei risparmi fissato dal dl 78/2010 termina a fine 2013; dall’anno venturo si dischiuderebbe quindi la possibilità di gestire la questione dei terministi (ma anche quella dei lavori socialmente utili, dei contratti in somministrazione o di formazione), con un minor assillo.
La formula della proroga, inoltre, consentirebbe di tamponare la situazione senza impegni di spesa ulteriore (e quindi di copertura), che verrebbe rinviata alla legge di Stabilità per il 2014.
L’onere di cassa, secondo stime sindacali circolate nei giorni scorsi, si aggirerebbe fra i 50 e i 100 milioni.
Fuori da questa partita sono i circa 200mila precari della scuola, per i quali valgono regole e scadenze diverse.
Se sarà questa la soluzione adottata dal Consiglio dei ministri, si riaprirebbero margini per la chiusura dell’accordo in Aran che introduce un primo aggiornamento della regolazione dei contratti flessibili.
Ma la soluzione ponte sui precari aprirebbe margini per affrontare tutti gli altri nodi del pubblico impiego: c’è infatti da confermare entro l’anno la proroga del blocco dei contratti fino a tutto il 2014 (il Dpr è già stato inviato alle Camere) e c’è fare il punto sull’andamento dello stop del turn over all’80%.
In parallelo, entro luglio, andrà poi definita la gestione degli esuberi generati dai tagli della spending review.
Sono circa 7.800 le «eccedenze» nelle Pa centrali: 7.416 tra i funzionari e circa 400 tra i dirigenti.
Le procedure previste passano per una serie di strumenti progressivi per limitare al massimo le misure più “dure”.
In primo luogo andrà individuato il personale che può essere collocato a riposo perché raggiunge i requisiti previdenziali pre-riforma entro fine 2013, poi saranno avviati i processi di «mobilità guidata».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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