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Province, in esubero metà del personale

La riforma Delrio mette in «soprannumero» il 50% del personale nelle Province normali e il 30% in quelle che si stanno trasformando in Città metropolitane. Gli “esuberi” delle Province trovano un numero nell’emendamento che il Governo ha preparato per inserirlo al Senato nella legge di stabilità con l’obiettivo di gestire lo svuotamento dei vecchi enti di area vasta. I calcoli parlano di circa 28mila persone, anche se la «rideterminazione» automatica della dotazione organica taglierà del 50% i costi e non direttamente i posti: stipendi e contributi per i dipendenti costano poco più di due miliardi all’anno, per cui il taglio vale un miliardo: cioè la stessa cifra chiesta alle Province dalla spending review 2015. Per gestire questi “esuberi”, prima di tutto, il testo sposta al 31 dicembre 2018 i termini per i prepensionamenti, cioè per le uscite con i parametri pre-Fornero, con una proroga giustificata con «la valenza di grande riforma economica» della Delrio. Chi rientra in questa super-finestra si vedrà comunicare entro 90 giorni i termini della «risoluzione unilaterale» del rapporto di lavoro, ma continuerà ad andare in ufficio fino al raggiungimento dei requisiti previdenziali, mentre gli altri in soprannumero dovranno essere presi in carico da altri enti: le Regioni o i Comuni, a seconda della redistribuzione delle funzioni nei territori, ma anche gli uffici giudiziari e altre amministrazioni dello Stato, compresi università, agenzie ed enti pubblici non economici ma con l’esclusione dei comparti di sicurezza, vigili del Fuoco, scuola, Afam ed enti di ricerca. Le amministrazioni centrali dovranno dare la propria disponibilità comunicando alla Funzione pubblica i posti, «soprattutto riferiti alle sedi periferiche» disponibili e finanziabili, mentre per gli enti territoriali tutto dipenderà dalla nuova geografia delle competenze decisa dagli Osservatori regionali sull’attuazione della riforma. Entro fine marzo, secondo il calendario delineato dall’emendamento, sarà individuato il personale non prepensionabile da mantenere nei vecchi enti e quello da inserire nei piani di mobilità. Per provare a blindare questi spostamenti, il testo non trascura le sanzioni sugli enti chiamati a ricevere i nuovi arrivi: Regioni ed enti locali dovranno utilizzare gli spazi concessi dal turn over per accogliere il personale ex provinciale o per l’immissione in ruolo dei vincitori di concorso presenti nelle graduatorie vigenti o comunque già approvate entro fine anno, e per chi non lo farà (o per le amministrazioni statali che non aderiranno al monitoraggio della Funzione pubblica sui posti disponibili) sarà vietato effettuare qualsiasi assunzione.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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