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Precari di Stato, rinnovo fino a luglio

Il governo lo sa: soltanto nella pubblica amministrazione ci sono 260mila precari che rischiano di perdere il posto di lavoro a fine anno. Tuttavia, alza le mani il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi, per costoro non è possibile pensare a una «stabilizzazione di massa». Al più, per quelli che hanno un contratto a termine in scadenza, è possibile immaginare una proroga del rapporto di lavoro. Per adesso, solo fino al 31 luglio. L’allarme precari nel pubblico impiego lo aveva lanciato la Cgil nei giorni scorsi, mentre in molti enti (come l’Isfol) era stato il sindacato di base Usb a scatenare la protesta. Ieri Patroni Griffi è stato ascoltato dalla Commissione Lavoro della Camera a proposito degli esuberi nel pubblico legati alla spending review, ma ha chiarito la posizione del governo sul tema dei precari. «Un problema – ha detto il ministro – che si è accumulato nel corso degli anni ed è legato anche al blocco del turn over, e che non si può pensare sia un problema risolvibile in pochi mesi». Per la precisione, si tratta di 135.000 persone impegnate nella scuola, 14.800 nello Stato (3.600 soltanto sono i vigili del fuoco), 35.194 nella sanità, 52.098 nelle Regioni e negli enti locali e 12.760 nelle Regioni a statuto speciale. La maggior parte ha un contratto in scadenza a fine anno. Per Patroni Griffi, «non si può pensare a una stabilizzazione di massa di questo personale», anche perché «altrimenti si avrebbe un blocco delle assunzioni di giovani per molti anni». Tre sono le ipotesi di soluzione cui sta pensando il governo. La prima, definire una riserva di posti nei concorsi ad esame per i precari con esperienza almeno triennale. Ma saranno numeri modesti, e passeranno anni. La seconda, «la possibilità di rinnovare i contratti a termine anche oltre il termine dei 36 mesi previsti, sulla base di criteri definiti in sede di accordo collettivo». Ma serve un accordo sindacale, e ci vorrà tempo. Dunque, «nelle more – ha concluso il ministro diamo la possibilità di rinnovare i contratti in scadenza fino al 31 luglio». Sette mesi di futuro. Una soluzione provvisoria che non soddisfa i sindacati. Michele Gentile, della Cgil nazionale, chiede anche «politiche di segno drasticamente contrario a quelle che hanno creato questa mole enorme di precariato». «Le parole del ministro Patroni Griffi ci confermano nell’idea di una pubblica amministrazione allo sbando», attacca il segretario confederale della Uil Paolo Pirani. «Il governo non può mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi per non vedere quel che succede – spiega il leader della Cisl Raffaele Bonanni in una situazione così grave per l’economia tagliare con l’accetta una situazione tante persone è un fatto molto grave».

Fonte: La Stampa

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