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Più imprese, meno addetti pubblici

In un decennio sono cresciute le aziende (anche il non profit) e gli occupati, ma diminuiti gli addetti pubblici. Lo dice l’Istat, nel nono censimento dell’industria e dei servizi.
In dieci anni le imprese sono aumentate dell’8,4% con un’accelerazione al sud (+12,2%). Dal 2001 al 2011 i lavoratori sono aumentati del 4,5%. Nel 2011 le aziende risultavano nel complesso 4.425.950: i dipendenti 11,3 milioni, con 5,1 milioni di autonomi, 421 mila “esterni” e 123 mila “temporanei”. Inoltre a fine 2011 le organizzazioni non profit erano in Italia 301.191 (+28% rispetto al 2001).
Diminuisce il numero dei dipendenti e delle istituzioni pubbliche. Sempre in un decennio, i dipendenti della Pa – al netto dei militari e delle forze di Polizia – sono scesi dai 3.209.125 del 2001 ai 2.840.845 del 2011: un calo di 368 mila unità (-11,5%). A fine 2011 le “istituzioni” erano 12.183, meno 21,8% sul 2001.
La riduzione è legata a vari interventi normativi e ai processi di razionalizzazione che hanno portato alla trasformazione di enti da diritto pubblico a privato e all’accorpamento tra istituzioni diverse. Nel 2011 nella Pubblica amministrazione erano attivi 116mila lavoratori esterni, 11mila temporanei, 69mila volontari.
Tra gli enti locali, sono i Comuni ad aver subito la più forte contrazione di addetti (-10,6%); un pò meno si registra nelle Regioni (-8,6%).
«Speriamo che in futuro l’Italia abbia un’amministrazione più efficiente, meno elefantiaca e che sia uno strumento di sostegno per la crescita e lo sviluppo», ha commentato il ministro per la Pubblica amministrazione, Giampiero D’Alia. Critici, invece, sindacati – specie Cisl e Uil – le Acli e i vertici dell’Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani).
Maurizio Gardini, presidente delle Confcooperative ha plaudito alla «vitalitá delle imprese» auspicando però che il «Sistema Italia esca dal nanismo imprenditoriale». Obiettivo, ha aggiunto, che «devono porsi da un lato le imprese dall’altro lo Stato».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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