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Più e-commerce e Pa online

L’Italia digitale passa per il commercio elettronico, il dialogo online tra la Pa e i cittadini, uno sviluppo più rapido delle reti di nuova generazione.
Il capitolo sulla digitalizzazione del Paese è uno dei pilastri del piano per la crescita, frutto di numerose riunioni della cabina di regia interministeriale istituita lo scorso 9 febbraio.
Prima del disco verde di Palazzo Chigi, però, occorrerà sciogliere il nodo delle coperture (345 milioni): occorrono 150 milioni per completare il Piano nazionale banda larga, 35 milioni per l’e-commerce, 10 milioni una tantum e 3 milioni annuali per l’integrazione Ict della Pubblica amministrazione, 80 milioni per sanità e giustizia, 70 milioni per la digitalizzazione delle identità di cittadini e imprese.

E-commerce
Il pacchetto include per le imprese pubbliche l’obbligo di prevedere modalità di pagamento elettronico per i servizi pubblici erogati, mentre i privati dovranno accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito per importi pari o superiori a 50 euro.
Doppio lo scopo: sviluppare l’e-commerce e limitare i rischi di evasione fiscale.
Inoltre, dal 2014 le banche dovranno consentire l’accesso ai servizi di anticipo fatture solo se emesse in formato elettronico.
Nel caso dei contratti di rete e delle relative agevolazioni fiscali, verrà data priorità ai programmi di internazionalizzazione anche mediante e-commerce.
Va invece individuato il finanziamento per garantire agevolazioni alle micro e piccole imprese per il primo accesso al commercio elettronico.
Novità anche sulla posta elettronica certificata, il cui obbligo, già previsto per le imprese costituite in forma di società, sarà esteso alle imprese individuali.

E-government
Oltre al capitolo sulla sanità elettronica (fascicoli, ricette, cartelle cliniche digitali), il governo si concentra sul programma di switch off definitivo della Pubblica amministrazione dalla carta al digitale.
Gli accordi stipulati dalle Pa, compresi gli appalti, dovranno essere sottoscritti con firma digitale cancellando sigilli, timbri e contrassegni vari.
Obbligo telematico anche per l’acquisto di beni e servizi per importi sotto soglia, per le procedure concorsuali delle amministrazioni centrali e per il sistema sanzionatorio amministrativo del ministero dell’Interno.
Verrà razionalizzato il processo di condivisione dei dati pubblici nazionali (Open data) e, per il trasporto pubblico locale, saranno adottati sistemi di bigliettazione elettronica interoperabili a livello nazionale.

Scuola e ricerca
Tra le novità, il via libera al fascicolo digitale personale dello studente universitario e il programma per diffondere contenuti digitali nella didattica scolastica.
L’Agenzia per l’Italia digitale promuoverà le iniziative su «smartcities and communities» e progetti di ricerca e innovazione che dovranno tramutarsi in prototipi innovativi di valenza industriale o dovranno soddisfare una domanda pubblica espressa da amministrazioni centrali e locali.
In quest’ultimo caso, l’Agenzia può svolgere il ruolo di centrale di committenza e aggiudicare l’«appalto pubblico innovativo», anche nella forma dell’appalto pubblico precommerciale o del partenariato pubblico privato.
Si punta inoltre al «risk sharing facility», un meccanismo di finanziamento con ripartizione del rischio in accordo con investitori istituzionali.

Banda larga
Nel testo figurano anche misure per favorire l’accesso a internet per tutti, incluse le persone disabili, e un pacchetto di interventi per la banda larga.
Salta il credito di imposta per i fornitori (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) e si punta sulle semplificazioni.
Nasce il Catasto nazionale federato delle infrastrutture del sottosuolo e per diffondere l’uso dei network in fibra ottica si prevedono garanzie per l’operatore di rete di poter accedere a tutte le parti comuni degli edifici, anche senza permesso, per installare, collegare e manutenere le reti di telecomunicazioni.
Ci saranno un “regolamento scavi” nazionale e, per quanto riguarda la telefonia mobile, autocertificazioni di attivazione per gli apparati di bassa potenza e ridotto ingombro.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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