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Patto 2012, arrivano gli sconti

Circa 73 milioni per i comuni e poco più di 1 milione per le province. A tanto ammontano gli sconti sul Patto 2012 finanziati con i proventi delle «multe» a carico di chi, lo scorso anno, non ha rispettato i vincoli di finanza pubblica. A ripartirli un decreto del Mef, che nei giorni scorsi ha avuto il via libera della Conferenza Stato, Città e autonomie locali. Se il provvedimento sarà pubblicato in tempi rapidi potrà consentire un parziale sblocco dei pagamenti a favore dei fornitori. Il provvedimento dà attuazione all’art. 1, comma 122, della legge 220/10, come sostituito dall’art. 7, comma 5, del dlgs 149/11: in base a tale disciplina, il Mef autorizza la riduzione degli obiettivi annuali degli enti in regola con il Patto per un importo complessivamente pari al taglio delle spettanze operato a carico di quelli che nell’anno precedente (in questo caso, il 2011) sono risultati inadempienti. L’importo degli effetti finanziari delle sanzioni per i 100 comuni che non hanno rispettato il Patto dello scorso anno è risultato pari a 73.009.871 euro, mentre l’unica provincia inadempiente ha lasciato sul piatto 1.171.663 euro. Da notare che fra i comuni sanzionati non c’è, al momento, quello di Messina, che ha avviato un contenzioso davanti al giudice amministrativo ottenendo per ora la sospensione cautelare della misura (si attende la pronuncia di merito).Il primo tesoretto è stato distribuito consentendo a ciascun comune (purché in regola con il Patto 2011) di operare una riduzione del proprio obiettivo di saldo finanziario per l’anno corrente per un importo pari al 19,9% dell’ammontare dei «risparmi» imposti per il 2012 con il decreto del ministero dell’interno del 25 ottobre attuativo delle disposizioni di cui all’articolo 16 del dl 95/2012 sulla spending review (si veda ItaliaOggi del 31 ottobre). Dal riparto sono stati nuovamente esclusi (era già accaduto per le premialità legate alle sperimentazione del nuovo sistema contabile) i comuni «virtuosi» di cui all’art. 20, comma 2, del dl 98/2011, che già hanno beneficiato dell’azzeramento del proprio obiettivo di Patto. Nel caso delle province, invece, la scelta è stata quella di riservare gli sconti a quelle colpite dal terremoto del maggio scorso (Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo), autorizzando una riduzione del rispettivo target per un importo determinato in base all’incidenza delle spese correnti medie registrate nel triennio 2006-2008 proporzionate alla popolazione dei comuni interessati dal sisma. Le cifre, vista la magra entità del budget complessivo a disposizione, sono assai modeste e variano da un minimo di 54.625 euro (Rovigo) a un massimo di 284.873 (Mantova). La firma e la pubblicazione del decreto non dovrebbero tardare, anche perché sarebbe auspicabile evitare quanto accaduto lo scorso anno, allorché l’analogo provvedimento relativo al 2011 arrivò a esercizio finanziario già chiuso, rendendo inutilizzabili i maggiori spazi finanziari resi disponibili per accelerare i pagamenti sospesi. Ieri, intanto, Sose ha comunicato che da oggi sono online sul portale https://opendata.sose.it/fabbisognistandard/ due nuovi questionari per continuare la rilevazione dei fabbisogni standard dei comuni. Questi ultimi avranno 60 giorni di tempo, a far data dalla prossima pubblicazione del nuovo decreto direttoriale del dipartimento delle finanze, per restituirli a Sose debitamente compilati. Per i ritardatari scatterà dapprima un richiamo e successivamente la sospensione, con il primo pagamento utile, del fondo sperimentale di riequilibrio (o dei trasferimenti erariali).Sotto esame, questa volta, finiscono le funzioni comunali nel campo della viabilità e dei trasporti e quelle riguardanti la gestione del territorio e dell’ambiente. In tal modo, viene coperto, anche per i comuni (per le province si veda ItaliaOggi del 23 novembre), tutto il catalogo delle funzioni fondamentali individuate dall’art. 21 della legge 42/2009 sul federalismo fiscale. Tuttavia, l’art. 19 del dl 95/2012 ha nuovamente rilanciato, ampliando il «core business» dei sindaci a nuove funzioni, per cui saranno necessari i tempi supplementari. Al riguardo, la legge 213/2012 (di conversione del dl 174/2012) ha previsto che le modifiche al catalogo delle funzioni fondamentali saranno prese in considerazione solo a partire dal primo anno successivo all’adeguamento dei certificati consuntivi.

Fonte: Italia Oggi

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