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L’ultimo atto: più mobilità per gli statali

Per un attimo nel governo c’è chi ha accarezzato il colpo d’ala. Per qualche ora, sull’asse Palazzo Chigi-Tesoro, si è pensato ad un consiglio dei ministri straordinario che, insieme al maxiemendamento alla legge di Stabilità, approvasse in extremis qualche provvedimento di impatto: la modifica tout court dell’articolo 18 o l’aumento dell’età pensionabile. Qualcosa che, se approvato per decreto, potesse imprimere una svolta alla tragica giornata che l’Italia ha vissuto sui mercati e permettesse a Berlusconi di uscire di scena in modo più onorevole.

Gianni Letta e Giulio Tremonti avrebbero tentato varie soluzioni, ma la crisi irreversibile della maggioranza ha cancellato ogni proposito. Dalla Lega è arrivato un secco no: a Via Bellerio si sentono già all’opposizione. No anche da Pierluigi Bersani, che in caso di modifica all’articolo 18 ha minacciato il no del Pd alla legge di Stabilità. Se è il prodromo dell’agenda europea che attende il governo di larghe intese, non promette nulla di buono.

A via XX settembre, dove ieri sono sbarcati i funzionari di Bce e Unione europea, non è rimasto altro da fare che limare il maxiemendamento, poi diviso in sei emendamenti. Nel tardo pomeriggio Giulio Tremonti era in Senato per presentare quello che potrebbe essere il suo ultimo atto da ministro dell’Economia. Più rapido sarà l’iter della legge di Stabilità, prima si insedierà il nuovo governo. Almeno su questo, fra maggioranza e opposizione c’è l’accordo a chiudere in fretta.

Già oggi arriverà il via libera della Commissione Bilancio del Senato, poi ci sarà la rapida approvazione dell’aula e il passaggio alla Camera. Fini si è impegnato a chiudere entro il week-end, forse già sabato. A quel punto il presidente della Repubblica potrà dare l’incarico a Monti già lunedì. Qua e là, nelle ultime ore sono arrivate modifiche di un qualche rilievo. Dal 2013 Comuni, Province e Regioni dovranno contribuire in via proporzionale alla riduzione del debito pubblico. Si rafforza la norma sulla mobilità dei dipendenti statali: dal primo gennaio le amministrazioni con dipendenti in sovrannumero potranno pagare indennità pari all’80% dello stipendio per due anni. Si potrà fare uso di contratti di solidarietà, e spostare le persone anche in Regioni diverse dagli uffici di appartenenza senza dover sottostare al sì dei sindacati.

Confermate invece le due riforme «soft» di professioni e servizi pubblici locali. Il testo impone «entro 12 mesi la riforma degli ordinamenti professionali» e l’abolizione delle tariffe minime. Sui servizi pubblici locali nessun obbligo a vendere (il sì al referendum sull’acqua lo impedisce) ma si tenta comunque una maggiore apertura al mercato. Su spinta del Quirinale sono stati ridotti i tagli all’editoria: di quasi 20 milioni nel 2012, 16 nel 2013 e 13 nel 2014. Dal 2012 gli imprenditori che assumeranno giovani apprendisti non pagheranno contributi per tre anni, quindi si pagherà l’aliquota agevolata al 10%. Infine il pacchetto dismissioni, il primo degli impegni che Berlusconi ha preso con l’Europa: un primo decreto per l’individuazione degli immobili sarà emanato entro il 30 aprile 2012 e dovrà prevedere «una quota non inferiore al 20%» delle carceri inutilizzate e delle caserme assegnate in uso alle forze armate.

Alessandro Barbera

Fonte: La Stampa

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