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Le novità per il personale nel testo approvato dalla camera del DL 50/2017

Approfondimento di C. Dell'Erba

personale

Ampliamento delle capacità assunzionali dei comuni fino a 3.000 abitanti e delle regioni; introduzione della possibilità per le PA di utilizzare i contratti di prestazione occasionale, definizione degli ambiti entro cui le amministrazioni possono conferire incarichi professionali ad amministratori di enti locali. Ed ancora ampliamento dei margini di flessibilità per la utilizzazione del personale da parte delle amministrazioni che fanno parte di unioni di comuni, possibilità di effettuare assunzioni con contratti flessibili di vigili con oneri posti a carico degli organizzatori di manifestazioni, possibilità di effettuare assunzioni con oneri posto a carico degli sponsorizzatori, possibilità per le province di effettuare assunzioni di dirigenti. Sono queste le principali disposizioni contenute in materia di personale delle PA nel testo della legge di conversione del DL n. 50/2017 approvato nei giorni scorsi in prima lettura da parte della Camera dei Deputati, peraltro con molte modifiche rispetto a quanto contenuto nel decreto legge. Si prevede che questo testo diventi definitivo, visto che sicuramente il Governo porrà la questione di fiducia al Senato, così da consentirne l’approvazione senza modifiche e nel rispetto dei termini per la conversione, che scadono il prossimo 23 giugno.

Le assunzioni a tempo indeterminato

La disciplina è contenuta nell’articolo 22.
I comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti (e non più a 10.000 come stabilito dalla legge n. 208/2015) possono effettuare per gli anni 2017 e 2018 assunzioni di personale a tempo indeterminato nel tetto del 75% della spesa del personale cessato nell’anno precedente. Per potere effettuare assunzioni a tempo indeterminato entro tale soglia occorre dimostrare il rispetto del parametro dipendenti/popolazione fissato per gli enti dissestati dal Decreto del Ministro dell’Interno 10 aprile 2017.
La legge di conversione stabilisce che la capacità assunzionale a tempo indeterminato dei comuni con popolazione compresa tra 1.000 e 3.000 abitanti sia aumentata al 100% del risparmio delle cessazioni se l’ente ha avuto nell’anno precedente un rapporto tra spesa del personale ed entrate correnti inferiore al 24%. Le entrate correnti in questo caso devono essere calcolate come dato medio del triennio precedente, quindi con un punto di riferimento che varia nel corso degli anni.

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