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Il DPCM con le tabelle di equiparazione della mobilita’

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di C. Dell’Erba (www.ilpersonale.it 14/9/2015)

Avere regole elastiche e predefinite per gli inquadramenti del personale a seguito delle mobilità, siano esse volontarie che conseguenti all’applicazione di provvedimenti legislativi, come ad esempio il trasferimento del personale degli enti di area vasta in pubbliche amministrazioni non comprese nel comparto regioni ed enti locali, a partire dal Ministero della Giustizia. E’ questo il principale effetto determinato dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 giugno 2015, recante: “Definizione delle tabelle di equiparazione fra i livelli di inquadramento previsti dai contratti collettivi relativi ai diversi comparti di contrattazione del personale non dirigenziale“. Il provvedimento non è ancora operativo: infatti è stato registrato dalla Corte dei Conti in data 17 agosto 2015, ma è in attesa della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Esso, per esplicita previsione dettata dallo stesso testo, diventerà applicabile a partire dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale o, per meglio dire, alle procedure di mobilità che saranno avviate a partire da quella data. Occorre evidenziare che l’applicazione del provvedimento lascia ampi margini di apprezzamento discrezionale alle singole amministrazioni e, per essi, ai singoli dirigenti.

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