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Il conflitto di interessi e l’obbligo di astensione del pubblico ufficiale: dall’etica al diritto, dal monito alle sanzioni

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di R. Salimbeni (www.ilpersonale.it 30/4/2014)

La nozione di conflitto di interessi riferita a chi disimpegna funzioni pubbliche è definibile come una circostanza in cui  l’azione del pubblico funzionario,per definizione orientata unicamente alla cura dell’interesse della collettività, è ostacolata ovvero potrebbe tendenzialmente essere ostacolata da un interesse secondario personale o, comunque,privato del pubblico ufficiale medesimo.
La Legge 6 novembre 2012, n. 190 (cd. legge anticorruzione), ha affrontato energicamente il tema della corruzione negli apparati pubblici ed ha elaborato un sistema articolato di misure preventive e di repressione connesse alle ipotesi  di corruzione normate. 
In verità principi generali quali quelli dell’incompatibilità, dell’obbligo di astensione e del conflitto di interessi,hanno interessato nel tempo il legislatore che li ha specificati con perseveranza in contesti eterogenei dell’ordinamento. Sono concetti che si leggono all’interno del codice civile, del codice penale, del codice di procedura civile,ma si ritrovano,altresì,nella legislazione di settore e nella legislazione pubblicistica riferita al pubblico impiego.

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