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I sindaci faranno testamento politico

Pronti gli schemi su cui si devono fondare le relazioni di fine mandato che sindaci e presidenti di province sono tenuti a redigere secondo le previsioni dell’articolo 4 del decreto legislativo n. 149/2011, istitutivo dei meccanismi sanzionatori e premiali relativi a regioni, province e comuni. A mettere nero su bianco gli schemi di cui sopra, ci ha pensato il decreto interministeriale 26.04.2013, firmato congiuntamente dal Viminale e dal Mineconomia. Il dm si compone di tre allegati. Il primo è riservato allo schema tipo di relazione che i presidenti delle province devono sottoscrivere al termine del loro mandato. Il secondo allegato, invece, è riservato allo schema di pertinenza dei sindaci di comuni con popolazione pari o superiore a 5 mila abitanti, mentre l’ultimo allegato, redatto in forma ultra semplificata, è riservato ai primi cittadini dei comuni con meno di 5 mila abitanti. La forma dei predetti schemi ricalca, nell’ottica di uno snellimento dell’attività amministrativa, la struttura di quelli già utilizzati dagli enti locali per comunicare telematicamente le risultanze del bilancio consuntivo e di quelli con cui, ai sensi della legge finanziaria del 2006, ci si «interfaccia» con la competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti. Le relazioni, poi, dovranno essere inviate alla Conferenza Stato-città (nelle more dell’avvio del Tavolo tecnico interistituzionale previsto dal citato dlgs n.149/2011) e alla Corte dei conti competente per territorio, entro dieci giorni dalla loro sottoscrizione. Schema per le province. Dovranno essere indicati gli investimenti per l’edilizia scolastica, quelli per la rete viaria e gli interventi di manutenzione del territorio e ambiente. Si dovrà altresì indicare se durante il mandato, l’ente ha dichiarato o meno il dissesto finanziario o il predissesto previsto dal nuovo articolo 243 bis del Tuel. Particolare attenzione al Patto di stabilità interno. In caso di mancato rispetto dei vincoli, le sanzioni cui l’ente è stato soggetto nonché gli eventuali rilievi oggetto da parte della Corte dei conti o quelli sollevati dall’organo di revisione contabile. Infine, spazio alle azioni intraprese per contenere la spesa. Schema per i comuni. Lo schema previsto per le amministrazioni comunali non differisce molto da quello previsto per le amministrazioni provinciali per quanto riguarda le informazioni sull’attività generale. Sotto i riflettori, in questo caso, passa la politica tributaria locale esercitata durante il mandato. Lo schema, infatti, si propone di acquisire informazioni sulle aliquote Ici o Imu deliberate nel corso del mandato, differenziandole per abitazione principale, altri immobili e fabbricati rurali. Spazio anche all’indicazione delle aliquote delle addizionali Irpef ed eventuali differenziazioni e fasce d’esenzione, così come alla descrizione del tasso di copertura del prelievo sui rifiuti e il suo costo pro capite. Come per le province, la relazione dovrà indicare i principali obiettivi inseriti nel programma di mandato e il livello della loro realizzazione. Tra questi, il numero delle concessioni edilizie rilasciate, la percentuale della raccolta differenziata registrata all’inizio e al termine del governo della città, la quantificazione dei lavori pubblici. Sul versante del Patto, la musica non cambia. La relazione infatti si propone di sapere se l’ente ha sforato o meno i vincoli e a quali sanzioni è andato incontro.

Fonte: Italia Oggi

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