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Dalle Province alla Regione A rischio 2.800 dipendenti «Non possiamo assumerli» I tagli Gli addetti Le competenze La rappresentanza

Quasi 2.300 dipendenti in arrivo dalle undici (ex?) Province della Lombardia e 500 solo da quella di Milano, nel frattempo diventata Città metropolitana. «Gli esodati della legge Delrio», li chiama già qualcuno. Lavoratori che saranno dichiarati in esubero dal provvedimento di riordino degli enti locali e dalla legge di Stabilità, che prescrive né più né meno che il 50 per cento degli addetti delle Province e il 30 per cento di quelli delle nuove Città Metropolitane venga assorbito dagli altri enti locali. Senza però specificare con quali risorse. La Regione mette subito le mani avanti: «Noi non abbiamo un euro da mettere», dice l’assessore all’Economia, Massimo Garavaglia. Palazzo Lombardia ha in organico 2.850 dipendenti che costano 170 milioni di euro all’anno. In pratica si troverebbe a dover assumere una forza lavoro equivalente a quella già in servizio. «Una follia», secondo Garavaglia. Anche perché la Lombardia ha deciso di lasciare, per quanto riguarda funzioni, competenze, ruoli, tutto com’è. Le nuove Province continueranno a occuparsi delle materie di cui si sono sempre occupate. Con la metà dei dipendenti in organico però, visto che secondo il governo l’alta metà dovrebbe essere assorbita dalla Regione. Il motivo del mancato accentramento di deleghe e competenze? «Per noi è assurdo che per un certificato o per una pratica un cittadino debba spostarsi dalla Valcamonica a Milano. Noi siamo per il decentramento». Un pasticcio. Anche di più, secondo l’assessore Garavaglia: «Se il governo non ci ripensa scoppierà una nuova emergenza sociale». La speranza è affidata ora al dibattito parlamentare, a un ripensamento in extremis della politica romana. Ci sono i conti e i bilanci presenti, intanto. La Regione ha approvato settimana scorsa la maxi delibera che determina le spese degli assessorati per l’anno prossimo. I grillini hanno protestato: «Perché spendere 240 mila euro per mantenere l’elisuperficie di Palazzo Lombardia oppure 340 mila euro per la diffusione del settimanale che ha il compito di propagandare le dichiarazioni della giunta?». Garavaglia puntualizza. «Molti di quei contratti li abbiamo ereditati dalle amministrazioni precedenti. Chiuderli prima significherebbe pagare le penali». Quanto alle cifre relative alle spese di funzionamento della Regione, «stiamo risparmiando 40 milioni di euro rispetto alla precedenti gestioni. E ricordo che la Lombardia ha un costo del personale di 19 euro pro capite, nettamente il più basso d’Italia». Il tema del rimpasto, infine. La sostituzione, a inizio settimana, di due assessori di Forza Italia ha lasciato nella maggioranza di centrodestra un discreto numero di scontenti. Ieri Maroni ha chiuso ogni porta all’ipotesi che possano esserci nuovi rimescolamenti: «Io sono il presidente, ho deciso e adesso si va avanti così fino al 2018, a scadenza naturale».

Fonte: Corriere della sera

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