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Comuni, stabilizzazioni al via

Fonte: ItaliaOggi.it

Il posto fisso potrà diventare realtà per circa 20.000 dipendenti comunali. Numeri importanti, frutto del blocco del turnover, solo di recente superato, che per dieci anni ha ingessato il rinnovamento degli organici municipali. Sarà questo, secondo le stime dell’Anci, l’impatto occupazionale delle nuove norme sulla stabilizzazione dei precari dal 1° gennaio 2018 e per il prossimo triennio. Regole già previste dalla riforma del T.u. sul pubblico impiego voluta dalla ministra Marianna Madia (dlgs n. 75/2017) e potenziate dall’ultima legge di bilancio (n. 205/2017). L’Anci ha diffuso una nota tecnica per supportare i comuni nelle scelte delle procedure più idonee.

In materia di assunzioni, infatti, si sono stratificate numerose normative che restano ancora applicabili. Dalla proroga fino a tutto il 2018 delle graduatorie e delle procedure di stabilizzazione ai sensi del dl 101/2013 fino ai piani straordinari di reclutamento di cui al dl 113/2016 prorogati al 2020 con riferimento al personale educativo e docente.

Sul punto la nota dell’Anci, richiamando la circolare n. 3/2017 sul superamento del precariato emanata a fine novembre dalla Funzione pubblica, ricorda che sono ammessi a partecipare alle nuove procedure anche coloro che hanno già partecipato alle procedure speciali bandite in applicazione delle altre disposizioni di legge, a condizione ovviamente che abbiano i requisiti richiesti. Quali?

L’art. 20 del T.u. Madia distingue, a seconda dei casi, il personale (non dirigenziale) che potrà essere stabilizzato anche senza concorso da coloro che invece dovranno necessariamente passare attraverso nuove procedure concorsuali riservate.

Nel primo caso, per poter accedere alla stabilizzazione, il personale precario dovrà:

– risultare in servizio successivamente al 28 agosto 2015 (data di entrata in vigore della delega Madia) con contratto di lavoro a tempo determinato;

– essere stato reclutato con concorso;

– aver maturato al 31 dicembre 2017 almeno tre anni, anche non continuativi, negli ultimi otto alle dipendenze dell’amministrazione che procede all’assunzione.

Dovranno invece necessariamente superare procedure concorsuali riservate, i precari assunti senza concorso, titolari al 28 agosto 2015 di un contratto di lavoro flessibile (non solo contratti a tempo determinato ma anche co.co.co., con la sola esclusione dei contratti di somministrazione lavoro). Anche per questa categoria di lavoratori varrà l’ulteriore requisito della maturazione, al 31 dicembre 2017, di almeno tre anni di contratto, anche non continuativi, negli ultimi otto, presso l’amministrazione che bandisce il concorso.

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