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Blocco nel pubblico impiego, è scontro D’Alia- sindacati

Il ministro della Funzione pubblica Gianpiero D’Alia, a pochi giorni dall’incontro con i sindacati fissato per martedì prossimo, gela le attese sulla possibilità di riaprire la contrattazione ferma dal 2010 e rimettere in moto il meccanismo degli scatti di anzianità.
Il governo infatti è intenzionato a dare il via libera definitivo al decreto che terrà tutto bloccato fino alla fine del 2014.
«Mi auguro che ci possa essere lo sblocco dal 2015 ma dipende da come andrà l’economia del Paese», ha detto ieri il ministro, partecipando al Forum Pa.
È consapevole, afferma, di imporre ancora «un grosso sacrificio ai dipendenti pubblici» ma «fa parte dei sacrifici che stanno facendo tutti gli italiani».
Ai sindacati il ministro garantisce che per «le riforme importanti» si cercherà «il consenso e la complicità dei lavoratori»; ma allo stesso tempo avverte: «Dobbiamo responsabilizzare il sindacato, oggi la fase della rivendicazione è finita».
D’Alia ha spiegato che il blocco dei rinnovi esiste già e che «ovviamente dobbiamo rinnovarlo anche nel 2014 perché le risorse non ci sono ed il governo intende dare priorità a lavoro e fisco».
«Dobbiamo farlo capire ai sindacati e ai dipendenti», ha sottolineato il ministro aprendo il Forum Pa.
La priorità dunque è il rilancio dell’occupazione che ha raggiunto livelli cronici e la riduzione del cuneo fiscale.
SINDACATI IN TRINCEA «Siamo coscienti della difficile fase economica, ma non possiamo accettare che sia pagata ulteriormente da lavoratori che hanno già subito una perdita di reddito pesantissima», è la replica unitaria dei leader delle organizzazioni del pubblico impiego, che giudicano l’invito al dialogo del ministro «incomprensibile» mentre viene annunciata la proroga del blocco prima dell’apertura di un tavolo.
Così «non vediamo margini di discussione.
Il confronto inizia con il piede sbagliato».
Il tavolo con i sindacati è slittato al 4 giugno.
Intanto il governo ha firmato ieri il decreto che proroga al 31 dicembre 2013 le graduatorie dei vincitori e degli idonei dei concorsi pubblici.
Riguarda oltre 70.000 persone che attendono da tempo l’assunzione nelle pubbliche amministrazioni.
Nel frattempo, ha spiegato D’Alia preannunciando una circolare, dovrà essere motivato ogni caso di mancato ricorso alle graduatorie già approvate, e sarebbe «allucinante il bando di nuovi concorsi».
Il ministro si prepara dunque all’incontro di martedì con i sindacati.
«Quando si fanno le riforme bisogna avere tutti contro, perché si vanno a toccare interessi consolidati.
Ma poi nell’attuarle bisogna farlo tutti insieme e noi siamo in questa fase».
Per questo, ha auspicato, dobbiamo aprire «un tavolo serio e sereno con i sindacati.
Ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità.
In un momento di ristrettezza economica fare squadra ed essere solidali».
Nelle intenzioni del governo, poi, «la fase della spending review, quella vera, quella che parte con la riqualificazione della spesa e con una valutazione dell’efficienza dei servizi, inizia ora».
E promette di cambiare rotta sui precari: «Con il blocco del turnover – ha concluso D’Alia – abbiamo invecchiato la Pa, incentivato il precariato, lasciato fuori dalla porta tanti giovani che hanno vinto un concorso pubblico.
Ora dobbiamo invertire questa tendenza».

Fonte: Il Messaggero

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