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Assunzioni impossibili per gli Enti locali in esercizio provvisorio

Fonte: Sole 24 Ore

Dal Sole 24 Ore – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Il dubbio riguarda la possibilità di procedere ad assunzioni di personale, già previste nella programmazione del personale dell’anno precedente a seguito della conclusione negativa della mobilità volontaria e obbligatoria. Ora, mentre nessun problema si pone per gli enti locali che abbiano approvato il bilancio di previsione entro il 31 dicembre, gli enti che sono in esercizio provvisorio non hanno alcuna possibilità di poter concludere l’assunzione per espressa previsione di legge e dei principi contabili.
La Corte dei conti Campania conla delibera n. 28/2020 ha precisato, infatti, che le spese del personale per nuove assunzioni non rientrano nei casi rigidamente previsti dalla legge e dai principi contabili. In altri termini, non sono spese tassativamente regolate dalla legge, né rientrano tra le spese insuscettibili di pagamento frazionato in dodicesimi, attesa la pacifica frazionabilità in dodicesimi delle spese di personale e, infine, non rientrano neppure tra le spese a carattere continuativo necessarie per garantire il mantenimento del livello qualitativo e quantitativo dei servizi esistenti.

Il quesito
Un sindaco ha chiesto ai giudici contabili se sia possibile, in costanza di esercizio provvisorio, non avendo ancora approvato il bilancio 2020-2022, procedere ad assunzioni di personale, mediante scorrimento di una graduatoria vigente. È stato, inoltre precisato che l’assunzione è stata inclusa nel piano del fabbisogno triennale e di avere attivato ed esperito già le procedure di mobilità preliminari. A suo dire, quindi, l’assunzione sarebbe possibile in considerazione degli stanziamenti di spesa dell’anno 2020 che, nei nuovi principi contabili, hanno natura autorizzatoria costituendo un limite agli impegni e ai pagamenti con la sola esclusione delle previsioni riguardanti i rimborsi delle anticipazioni di tesoreria e i servizi per conto terzi.

Le spese correnti in esercizio provvisorio
I giudici contabili partenopei hanno evidenziato che in esercizio provvisorio l’assunzione di personale per gli enti locali è impossibile, sia a fronte delle chiare indicazioni contenute all’articolo 163 del Tuel, sia in merito a quanto ribadito dal punto 8.6 del principio applicato n. 8, di cui all’Allegato n. 4/2 al Dlgs 118/2011. Entrambi, infatti, statuiscono che, nel corso dell’esercizio provvisorio, sono solo tre le categorie di spese correnti che possono essere effettuate. La prima prevede che gli enti locali possono impegnare nel limite dei dodicesimi le spese che, per loro natura, possono essere pagate in dodicesimi. La seconda categoria stabilisce che sono impegnate, al di fuori dei limiti dei dodicesimi, le spese tassativamente regolate dalla legge, quelle che, per loro natura, non possono essere pagate frazionandole in dodicesimi. L’ultima categoria, riguarda le spese a carattere continuativo necessarie per garantire il mantenimento del livello qualitativo e quantitativo dei servizi esistenti, impegnate a seguito della scadenza dei relativi contratti.

La decisione
Il Collegio contabile partenopeo, dopo aver illustrato le ipotesi tassative delle spese correnti assentibili in esercizio provvisorio, ha confermato come le spese del personale per nuove assunzioni in esercizio provvisorio non siano assentibili in quanto non rientranti nel perentorio elenco previsto dal legislatore. Infatti, sicuramente esse non rientrano nell’ipotesi di spese tassativamente regolate dalla legge, non trattandosi di una assunzione imposta per legge, ma programmata dall’ente medesimo. Non rientrano neppure tra le spese non suscettibili di pagamento frazionato in dodicesimi, attesa la pacifica frazionabilità in dodicesimi delle spese di personale. Infine, non possono essere annoverate tra le spese a carattere continuativo necessarie per garantire il mantenimento del livello qualitativo e quantitativo dei servizi esistenti, impegnate a seguito della scadenza dei relativi contratti, riferendosi, siffatta eccezione, al caso di servizi, oggetto di contratti in scadenza, tra i quali non rileva il contratto di lavoro subordinato.

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