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La mobilità obbligatoria non blocca il precedente regime assunzionale: la Corte dei conti contro la circolare interministeriale

V. Giannotti (24/7/2020)

Il D.P.C.M. del 17 marzo 2020 ha reso operativo l’obbligo di applicazione delle disposizioni introdotte dal decreto crescita, in merito al calcolo della capacità assunzionali, a partire dal 20 aprile 2020, ridisegnandole sulla base del rapporto tra spesa del personale e media delle entrate del triennio al netto del fondo crediti di dubbia esigibilità. La circolare interministeriale (ancora in attesa di pubblicazione) ha cercato di disciplinare la questione intertemporale tra, la precedente capacità assunzionale basata sul turn-over e l’utilizzo dei resti assunzionali non spesi, e il nuovo valore soglia previsto dal D.P.C.M. del 17 marzo 2020, indicando quale discrimine l’attivazione della mobilità obbligatoria ex art. 34-bis del d.lgs. 165/2001 con la conseguente possibilità, da parte degli Enti locali, in caso di esito negativo di avviare l’assunzione mediante successivo concorso senza necessità di verificare i nuovi parametri normativi. Questa soluzione non è stata, tuttavia, ritenuta coerente con la normativa dalla Corte dei conti della Toscana (deliberazione n. 61/2020).

Le indicazioni della circolare

Pur non essendo ancora stata pubblicata dai tre Ministeri (Funzione Pubblica, Ministero dell’Economia e Viminale) la circolare è stata resa disponibile e visibile sul WEB con relativa bollinatura da parte del MEF, potendo in tal modo considerarla ormai definitiva. In considerazione dell’applicabilità del calcolo della nuova capacità assunzionale, a partire dalla data del 20 aprile 2020, la circolare si è preoccupata di definire l’applicabilità delle disposizioni introdotte dal decreto crescita con la precedente programmazione del personale già avviata dai Comuni. In tale ambito, ha previsto quanto segue:
“al fine di non penalizzare i Comuni che, prima della predetta data, hanno legittimamente avviato procedure assunzionali, con il previgente regime, anche con riguardo a budgets relativi ad anni precedenti, si ritiene che, con riferimento al solo anno 2020, possano esser fatte salve le predette procedure purché siano state effettuate entro il 20 aprile le comunicazioni obbligatorie ex articolo 34 bis della legge n.165/2001 e successive modifiche ed integrazioni, sulla base dei piani triennali del fabbisogno e loro eventuali aggiornamenti secondo la normativa vigente. Quanto precede solo ove siano state operate le relative prenotazioni nelle scritture contabili (principio contabile 5.1 di cui al paragrafo n. 1 dell’allegato 4.2 al d. lgs. 118/2011)”.

Le diverse indicazioni del Collegio contabile toscano

Secondo il Collegio contabile toscano la mancata disciplina del diritto transitorio non può essere risolto secondo le indicazioni della circolare interministeriale, confermando inoltre non sufficiente la precedente programmazione del personale, adottata prima delle assunzioni eventualmente avviate. Infatti, in via principale il piano triennale dei fabbisogni di personale, previsto dall’art. 6 del d.lgs. 165/2001, rappresenta un atto programmatorio che si pone “a monte” della procedura assunzionale e la cui adozione, pertanto, non può segnare la data per l’individuazione della normativa da applicare a detta procedura. Neppure l’attivazione della procedura della mobilità obbligatoria, ex art. 34 bis d.lgs. 165/2001, risulta irrilevante ai fini della individuazione della disciplina applicabile alla successiva procedura assunzionale. Le motivazioni possono essere così sintetizzate:

  • la procedura ex art. 34 bis d.lgs. 165/2001 rappresenta un procedimento autonomo, seppur collegato a quello assunzionale. Infatti, l’Ente non potrà avviare alcuna procedura assunzionale fino a che non sia concluso il termine di legge (attualmente 45 giorni) per l’eventuale assegnazione di personale in disponibilità, comminando – peraltro – la nullità dei contratti sottoscritti in caso di violazione della procedura. Risulta evidente, quindi, come i due procedimenti sono da considerarsi autonomi e distinti, con conseguente impossibilità – logica, ancor prima che giuridica – di individuare nella data di avvio di uno il momento cui far riferimento per determinare la disciplina applicabile all’altro;
  • a conferma dell’autonomia del procedimento della mobilità obbligatoria e dell’impossibilità di ritenere rilevante la procedura attivata, per far salva la procedura dell’assunzione disposta in assenza della verifica dei nuovi parametri assunzionali previsti dal legislatore nel decreto crescita con i parametri e la data di inizio prevista dal D.P.C.M. del 17 marzo 2020, è sufficiente per il Collegio contabile osservare il caso in cui la procedura della mobilità obbligatoria si concluda in data successiva al 20 aprile 2020 con l'assegnazione di personale ai sensi dell’art. 34 bis comma 2. In quest’ultimo caso, vi sarebbe impossibilità da parte dell’ente di procedere all'avvio della procedura assunzionale.

Conclusioni

Sulla base delle sopra indicate coordinate legislative e logiche, il Collegio contabile toscano risponde al quesito posto dal Comune, stabilendo quanto segue “nel caso di procedure assunzionali avviate dopo il 20 aprile 2020 troverà applicazione la nuova disciplina recata dall’art. 33 comma 2 del DL 34/2019 e dal decreto attuativo DM 17/03/2020, restando del tutto irrilevante la circostanza che l’Ente, in data anteriore al 20 aprile 2020, abbia approvato il piano triennale dei fabbisogni di personale (in quanto atto programmatorio) ovvero abbia avviato la procedura ex art. 34 bis D. Lgs. n. 165/2001 (in quanto procedimento autonomo rispetto a quello assunzionale)”.

 

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