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Corretta erogazione del salario accessorio e piano della performance

V. Giannotti (21/7/2020)

I giudici contabili sono stati chiamati a decidere sulla corretta erogazione del salario accessorio dei dirigenti e del restante personale dei livelli, a fronte di un piano della performance adottato quasi a fine esercizio, rendendo illegittima la relativa erogazione. A tal fine, la Corte dei conti siciliana (deliberazione n. 12/2020) ha chiesto spiegazioni dettagliate all’Organo di revisione contabile.

La vicenda

In ragione del ritardo nell’approvazione dei documenti contabili, i giudici contabili siciliani hanno chiesto all’ente di precisare la contabilizzazione del salario accessorio, nonché l’adozione del piano della performance e dell’assegnazione degli obiettivi, nell’arco temporale di tre anni (periodo 2016-2018).

La risposta del Comune

In riscontro ai chiarimenti dei magistrati contabili, l’ente ha evidenziato come   le somme del salario accessorio fossero state impegnate in base all’esigibilità delle stesse e l’impegno sia stato assunto per le voci di salario accessorio già disciplinate dal contratto nazionale (risorse fisse) mentre, le risorse variabili legate alla produttività, l’impegno è avvenuto dopo la stipula del contratto decentrato del 2016, a valere per l’anno 2016, quale seconda annualità del bilancio di previsione, in costanza del bilancio provvisorio. Avuto riguardo al piano della performance ed all’assegnazione degli obiettivi, è stato precisato che, per gli anni 2016, 2017 e 2018, sono stati annualmente assegnati obiettivi ai dirigenti di settore e predisposto un Piano degli obiettivi, giuste le determinazioni del segretario generale del mese di luglio 2016, di ottobre 2017 e di novembre 2018. E’ stato anche precisato come il medesimo segretario comunale abbia annualmente provveduto ad assegnare ai dirigenti gli obiettivi di settore, precisando che si trattava di assegnazione provvisoria e riservandosi di apportare le necessarie modifiche dopo l’approvazione del PEG e del DUP di riferimento, che per ciascun esercizio hanno poi confermato gli obiettivi provvisoriamente assegnati. Gli emolumenti accessori legati agli obiettivi dell’esercizio 2016 sono stati liquidati solo dopo l’approvazione del bilancio 2016/2018 ed il relativo PEG. Analogamente si è proceduto per gli esercizi successivi, infine la valutazione degli obiettivi è stata sottoposta al vaglio del Nucleo di valutazione.

La risposta del Collegio contabile

Secondo il Collegio contabile si nutrono forti perplessità in ordine alla legittimità delle procedure che hanno condotto alla remunerazione del salario accessorio al personale negli anni 2016, 2017 e 2018, e, in modo particolare, negli ultimi due anni considerati.
Ricorda il Collegio contabile come l’art. 3, comma 5, del d.lgs. 165/2001 prevede che “il rispetto delle disposizioni del presente titolo è condizione necessaria per l’erogazione dei premi legati al merito e alle performance”. Tale principio rende illegittima l’erogazione di componenti retributive accessorie legate alla performance nel caso di violazione delle previsioni normative concernenti la “misurazione, valutazione e trasparenza della performance”. Inoltre, l’art. 24 del medesimo decreto prevede che “la parte della retribuzione collegata al raggiungimento dei risultati della prestazione non può essere corrisposta al dirigente responsabile qualora l’amministrazione di appartenenza … non abbia predisposto il sistema di valutazione di cui al titolo II del citato decreto legislativo”. Precisati i principi, appare evidente come la mancanza di una determinazione degli obiettivi all’inizio dell’esercizio di riferimento, rende impossibile la compiuta valutazione delle performance del personale. In altri termini, a prescindere dall’organo competente a predisporre il Piano della performance e ad assegnare gli obiettivi alla dirigenza ed al comparto, risulta evidente che l’assegnazione tardiva degli obiettivi costituisce condizione ostativa all’attribuzione del trattamento economico accessorio, atteso che il ciclo della performance richiede tempestività della programmazione e della fissazione degli obiettivi. Da ciò discende l’illegittima erogazione del salario accessorio in presenza di un Piano degli obiettivi adottato quasi a fine esercizio.

La richiesta all’Organo di revisione

Il considerazione della possibile illegittimità dell’erogazione del salario accessorio, il Collegio contabile ha richiesto una urgente dettagliata relazione all’Organo di revisione, in cui venga evidenziato il rispetto o meno del quadro normativo sopra richiamato a cominciare dall’adozione del Piano della performance, nonché tutta la documentazione correlata a partire dai tre Piani degli obiettivi e la susseguente procedura seguita, nonché l’indicazione per ciascun anno dell’ammontare degli emolumenti corrisposti a titolo di produttività e/o di retribuzione di risultato.

 

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