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La preintesa del nuovo CCNL dei dirigenti e dei segretari

C. Dell'Erba (20/7/2020)

Risistemazione delle scelte normative, aumenti del trattamento economico, revisione degli istituti normativi, assegnazione di compiti gestionali ai segretari, disciplina del conferimento degli incarichi. Sono queste le principali novità contenute nella “Ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro del personale dell’area delle funzioni locali” per il triennio 2016/2018, sottoscritta a distanza giovedì 16 luglio. Alla stipula di questo documento seguiranno la redazione della relazione illustrativa da parte dell’ARAN, l’esame da parte del comitato di settore e del Governo e, successivamente, la formulazione del parere da parte della Corte dei conti, il che si dovrebbe concludere entro il mese di ottobre, con la conseguenza che i miglioramenti economici e gli arretrati dovranno essere erogati entro il mese di novembre.

I tratti essenziali

Per la prima volta in un unico contratto è compresa la disciplina dei dirigenti delle Regioni e degli Enti locali, dei segretari comunali e provinciali e dei dirigenti amministrativi, tecnici e professionali delle amministrazioni del comparto sanità. Si deve subito sottolineare che, a differenza del passato, il contratto si applica direttamente ed immediatamente anche ai dirigenti assunti con contratto a tempo determinato.
La ipotesi si articola in una parte comune ed in tre sezioni specifiche. Nella parte comune sono disciplinate, ci dice l’ARAN, i seguenti temi: “revisione delle previgenti normative per adeguarle alle innovazioni legislative succedutesi nel decennio di assenza di rinnovi contrattuali con particolare riferimento, tra l’altro, alla disciplina delle relazioni sindacali ed alla materia disciplinare; armonizzazione degli istituti normativi del c.d. pacchetto sociale (permessi, ferie solidali, etc.) già inseriti nei contratti di comparto e delle aree dirigenziali di questa tornata; manutenzione di alcuni istituti che sono stati adeguati alle esigenze interpretative riscontrate nel tempo”.
Sempre per l’ARAN “è stata riformulata in modo completo la parte che riguarda le relazioni sindacali, anche partecipative, con una regolazione semplificata ed unitaria della materia. Si è proceduto anche all’attualizzazione ed alla riscrittura, in armonia con le nuove norme di legge, delle disposizioni concernenti la responsabilità disciplinare. Sono state, infine, ampliate ed innovate alcune tutele, ad esempio quelle concernenti le gravi patologie che necessitano di terapie salvavita, le misure in favore delle donne vittime di violenza, le ferie e i riposi solidali per i dirigenti che debbano assistere figli minori bisognosi di cure.. l’attenzione riservata alla specialità di questa dirigenza, manifestatasi in modo più evidente nel nuovo sistema degli incarichi, volto a valorizzare la carriera dirigenziale, anche professionale, e nel relativo sistema di verifica e valutazione”.
Gli incrementi a regime possono essere quantificati nel “3,48%, corrispondenti ad un beneficio medio complessivo di poco più di 190 euro al mese, distribuito in modo equilibrato per la rivalutazione della parte fissa della retribuzione e delle risorse utilizzate in sede locale per la remunerazione delle condizioni di lavoro, dei risultati raggiunti e degli incarichi dirigenziali. In tale ambito, è stata operata una rivalutazione degli stipendi tabellari a regime di 125 Euro mese per tredici mensilità a cui si aggiungono gli ulteriori incrementi che hanno interessato la parte accessoria del salario, con una particolare attenzione agli istituti retributivi più direttamente correlati alla erogazione dei servizi (guardie mediche e retribuzione di risultato)”.

Le relazioni sindacali

Nella sezione comune, quindi per tutti i destinatari del contratto, le relazioni sindacali sono modellate facendo ricorso agli stessi istituti introdotti dai contratti nazionali del personale del comparto del triennio 2016/2018, cioè partecipazione e contrattazione integrativa. Appartengono alla sfera della partecipazione la informazione, il confronto e gli organismi paritetici di partecipazione. La informazione viene definita come “il presupposto per il corretto esercizio delle relazioni sindacali e dei suoi strumenti” e si realizza “nella trasmissione di dati ed elementi conoscitivi da parte dell’amministrazione ai soggetti sindacali al fine di consentire loro di prendere conoscenza della questione trattata e di esaminarla”, cosicchè gli stessi possano “esprimere osservazioni e proposte”. Le materia sono quelle oggetto di confronto. Questo istituto realizza “un dialogo approfondito”. Esso può essere attivato, a seguito della informazione, da parte dei soggetti sindacali entro i 5 giorni dalla ricezione della richiesta ovvero da parte delle stesse amministrazioni. L’organismo paritetico per l’innovazione deve essere istituito negli enti con almeno 12 dirigenti e serve al coinvolgimento delle organizzazioni e delle rappresentanze sindacali “su progetti di organizzazione, innovazione e miglioramento dei servizi”; esso è anche destinatario delle informazioni sugli “andamenti occupazionali del personale e dei dati sulle assenze di tutto il personale”.
Vediamo adesso le disposizioni dettate in modo specifico per dirigenti del comparto regioni ed enti locali e segretari.
Per i dirigenti le relazioni sindacali vengono modellate con gli stessi istituti previsti dai contratti del personale del comparto. Sono oggetto di contrattazione decentrata integrativa: la ripartizione tra indennità di posizione e di risultato (cui deve comunque essere garantito almeno il 15% del fondo); i criteri per la determinazione della indennità di risultato, tenendo conto del vincolo alla sua differenziazione; la remunerazione degli interim e la maggiorazione della retribuzione di risultato nel caso di affidamento dell’incarico di responsabile anticorruzione e per la trasparenza; i criteri per i piani di welfare integrativo; i criteri per la ripartizione dei compensi previsti da leggi; i criteri per la individuazione dei dirigenti esonerati dagli scioperi; i criteri per la definizione della clausola di salvaguardia nel caso di assegnazione di incarichi di minore rilievo; i criteri per la erogazione delle cd propine ai dirigenti avvocati; i criteri per il trattamento economico del personale in distacco sindacale.
Sono oggetto di confronto: i criteri per la graduazione delle posizioni dirigenziali, cd pesatura, prevedendo specifiche regole per quelli della polizia locale e dell’avvocatura; i criteri per i sistemi di valutazione della performance; le misure per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro; le condizioni della risoluzione consensuale; la pianificazione delle attività formative; le procedure ed i criteri per il conferimento degli incarichi dirigenziali, assicurando la conoscibilità delle posizioni disponibili e disciplinando i criteri di assegnazione; le materie oggetti di contrattazione negli enti con meno di 3 dirigenti in servizio.
Per quanto riguarda i segretari le relazioni sindacali si svolgeranno a livello nazionale con il Ministero dell’Interno, con la partecipazione dei rappresentanti di Anci ed Upi.
Sono oggetto di confronto: i criteri per la elaborazione dei programmi delle attività di formazione ed aggiornamento, compresi i corsi di specializzazione per il passaggio nelle fasce superiori dell’albo; i criteri per la tenuta e l’aggiornamento dei curricula; i criteri per la utilizzazione dei segretari in disponibilità, comando etc; i criteri per la maggiorazione del numero degli iscritti; i criteri per la determinazione del numero di segretari da ammettere ai corsi annuali di formazione e specializzazione; le misure per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Sono oggetto di contrattazione collettiva decentrata integrativa: i criteri per la maggiorazione della retribuzione di posizione; i criteri per la definizione del trattamento economico spettante ai segretari nei casi di reggenza o supplenza; gli effetti dei provvedimenti di riclassificazione delle sedi; la definizione delle modalità di versamento dei contributi sindacali.

Gli incarichi dirigenziali

Viene ribadito il principio di carattere generale per cui i dirigenti a tempo indeterminato hanno diritto ad avere conferito un incarico dirigenziale. Tali incarichi vanno conferiti nel rispetto dei principi fissati dal legislatore e che vengono così sintetizzati dal contratto: trasparenza, “preventiva conoscibilità delle posizioni dirigenziali disponibili e preventiva acquisizione delle disponibilità dei dirigenti interessati”, “attitudini, capacità professionali, risultati conseguiti in precedenza, valutazione della performance individuale, specifiche competenze organizzative possedute, esperienze di direzione attinenti all’incarico”, rotazione, “anche con riferimento a quanto previsto per i dirigenti delle avvocature civiche e della polizia locale”, prendendo come base di riferimento per quest’ultimo aspetto l’articolo 1, comma 221, della legge n. 208/2015.
Viene stabilito che il provvedimento di conferimento dell’incarico deve contenere i seguenti elementi: oggetto, durata, obiettivi, priorità, piani e programmi. La durata minima e massima è quella prevista dal legislatore nazionale.
Gli enti possono dare corso al recesso in caso di “responsabilità particolarmente grave del dirigente, accertata secondo le procedure adottate da ciascun ente, con preventiva contestazione, convocazione a difesa, eventuale sospensione fino a 30 giorni e garantendo la partecipazione del Comitato dei Garanti, che vanno attivati in tutti gli enti con i dirigenti, anche in modo associato.

Le disposizioni economiche sui dirigenti

Le amministrazioni gravemente carenti di dirigenti possono prevedere un compenso una tantum finanziato dal fondo per il salario accessorio fino a 6 mensilità per la incentivazione della mobilità in entrata. Esso va corrisposto come integrazione della indennità di risultato.
Per il finanziamento delle indennità di posizione e di risultato viene previsto l’aumento del fondo nella misura dello 1,53% del monte salari 2015.
Sono dettate nuove regole per la costituzione del fondo, a partire dalla unificazione delle risorse dell’anno precedente che hanno un carattere certo e stabile e dalla nuova disciplina per il suo aumento in relazione alle scelte organizzative e gestionali. Viene fissato il principio di carattere generale della integrale erogazione del fondo stesso.
Per gli incarichi ad interim è prevista la remunerazione attraverso una maggiorazione della retribuzione di risultato (e non di quella di posizione come ventilato nel corso delle trattative) con una cifra compresa tra il 15% ed il 30% della retribuzione di posizione non erogata. Ai comandanti dei vigili può essere erogata una quota dei proventi derivanti dalle sanzioni per l’inosservanza del codice della strada.

I segretari

Ai segretari sono assegnati importanti compiti sul terreno gestionale: con la unica esclusione degli enti in cui vi sono i direttori generali: responsabilità complessiva della gestione, definizione delle proposte di tipo organizzativo, di PEG e di piano degli obiettivi e della performance, surrogazione dei dirigenti inadempienti e svolgimento dei compiti assegnati dagli organi di governo dell’ente. Viene inoltre espressamente disposto che, anche se individuati come responsabili anticorruzione, i segretari possano svolgere le funzioni di presidente dell’organo di valutazione e delle commissioni di concorso, nonché esercitare tutti i compiti gestionali che vengono loro affidati.
Si devono infine segnalare le regole dettate per il conferimento degli incarichi e la revoca, il patrocinio legale e la revisione della indennità di cd galleggiamento, nonchè gli incrementi del trattamento economico fondamentale e della retribuzione di posizione.