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Le ipotesi di incompatibilità degli incarichi dirigenziali o equiparati

R. Salimbeni (3/3/2020)

Di seguito le norme, adeguatamente selezionate per la parte di specifico interesse contenute, in riferimento all’istituto dell’incompatibilità nel d.lgs. n. 39 dell'8 aprile 2013.

Le norme

Art. 1- Definizioni- comma 2 lett. h)  j) e k)
(……..)
 h) per «incompatibilità», si intende l'obbligo per il soggetto cui viene conferito l'incarico di scegliere, a pena di decadenza, entro il termine perentorio di quindici giorni, tra la permanenza nell'incarico e l'assunzione e lo svolgimento di incarichi e cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione che conferisce l'incarico, lo svolgimento di attività professionali ovvero l'assunzione della carica di componente di organi di indirizzo politico;
j) per «incarichi dirigenziali interni»,  si intendono gli incarichi di funzione dirigenziale, comunque denominati, che comportano l'esercizio in via esclusiva delle competenze di amministrazione e gestione, nonché gli incarichi di funzione dirigenziale nell'ambito degli uffici di diretta collaborazione, conferiti a dirigenti o ad altri dipendenti, ivi comprese le categorie di personale di cui all’art. 3 del d.lgs. n. 165/2001 appartenenti ai ruoli dell' amministrazione che conferisce l'incarico ovvero al ruolo di altra pubblica amministrazione;
k) per «incarichi dirigenziali esterni», gli incarichi di funzione dirigenziale, comunque denominati, che comportano l'esercizio in via esclusiva delle competenze di amministrazione e gestione, nonché gli incarichi di funzione dirigenziale nell'ambito degli uffici di diretta collaborazione, conferiti a soggetti non muniti della qualifica di dirigente pubblico o comunque non dipendenti di pubbliche amministrazioni;

Art. 9. Incompatibilità tra incarichi e cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati nonché tra gli stessi incarichi e le attività professionali
1. Gli incarichi amministrativi di vertice e gli incarichi dirigenziali, comunque denominati, nelle pubbliche amministrazioni, che comportano poteri di vigilanza o controllo sulle attività svolte dagli enti di diritto privato regolati o finanziati dall'amministrazione che conferisce l'incarico, sono incompatibili con l'assunzione e il mantenimento, nel corso dell'incarico, di incarichi e cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dall'amministrazione o ente pubblico che conferisce l'incarico. 
2. Gli incarichi amministrativi di vertice e gli incarichi dirigenziali, comunque denominati, nelle pubbliche amministrazioni, gli incarichi di amministratore negli enti pubblici e di presidente e amministratore delegato negli enti di diritto privato in controllo pubblico sono incompatibili con lo svolgimento in proprio, da parte del soggetto incaricato, di un'attività professionale, se questa è regolata, finanziata o comunque retribuita dall'amministrazione o ente che conferisce l'incarico.

Art. 12. Incompatibilità tra incarichi dirigenziali interni e esterni e cariche di componenti degli organi di indirizzo nelle amministrazioni statali, regionali e locali
1. Gli incarichi dirigenziali, interni e esterni, nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico sono incompatibili con l'assunzione e il mantenimento, nel corso dell'incarico, della carica di componente dell'organo di indirizzo nella stessa amministrazione o nello stesso ente pubblico che ha conferito l'incarico, ovvero con l'assunzione e il mantenimento, nel corso dell'incarico, della carica di presidente e amministratore delegato nello stesso ente di diritto privato in controllo pubblico che ha conferito l'incarico.
2. Gli incarichi dirigenziali, interni e esterni, nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico di livello nazionale, regionale e locale sono incompatibili con l'assunzione, nel corso dell'incarico, della carica di presidente del Consiglio dei ministri, ministro, viceministro, sottosegretario di Stato e commissario straordinario del Governo di cui all'articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400, o di parlamentare.
3. Gli incarichi dirigenziali, interni e esterni, nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico di livello regionale sono incompatibili:
a) con la carica di componente della giunta o del consiglio della regione interessata;
b) con la carica di componente della giunta o del consiglio di una provincia, di un Comune con popolazione superiore ai 15mila abitanti o di una forma associativa tra Comuni avente la medesima popolazione della medesima regione;
c) con la carica di presidente e amministratore delegato di enti di diritto privato in controllo pubblico da parte della Regione.
4. Gli incarichi dirigenziali, interni e esterni, nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico di livello provinciale o comunale sono incompatibili:
a) con la carica di componente della giunta o del consiglio della regione;
b) con la carica di componente della giunta o del consiglio di una provincia, di un Comune con popolazione superiore ai 15mila abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione, ricompresi nella stessa regione dell'amministrazione locale che ha conferito l'incarico;
c) con la carica di componente di organi di indirizzo negli enti di diritto privato in controllo pubblico da parte della regione, nonché di Province, Comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti o di forme associative tra comuni aventi la medesima popolazione della stessa Regione.

La ratio dell’istituto

Tale disciplina ha la funzione di contrastare fenomeni corruttivi e presidiare l’esercizio imparziale delle funzioni pubbliche. Viene previsto, infatti, un periodo di raffreddamento - di norma due anni - per coloro che provengono dal mondo della politica e/o che siano strettamente legati all’Amministrazione che conferisce l’incarico. L’attenzione si sofferma sui recenti o concomitanti incarichi, professionali, ovvero cariche politiche che potrebbero, precostituire una “rendita di posizione” utile al fine del conferimento di un incarico dirigenziale o equiparato. Più precisamente ciò che l’Ordinamento intende scongiurare con le norme sull’incompatibilità è la circostanza che lo svolgimento dell’incarico precedente o concomitante, anche di natura politica, possano da un lato costituire momento agevolativo e precostitutivo rispetto al conferimento delle funzioni dirigenziali, dall’altro porsi come elemento di confusione e sovrapposizione dei ruoli e come ostacolo alla lucidità delle scelte e dell’operato in genere. La tutela, in definitiva, riguarda l’imparzialità ed il buon andamento della funzione pubblica. Da qui, anche, il divieto di cumulo di più cariche politiche e/o coesercizio di più funzioni di indirizzo politico ed insieme di amministrazione che possa ripercuotersi negativamente sull’efficienza e l’imparzialità delle funzioni.

Regime sanzionatorio

Il quadro sanzionatorio è molto articolato a conferma l’imponente spirito dissuasivo del legislatore. In particolare, le norme prevedono:
A) La nullità. Il d.lgs. n. 39 sanziona con la nullità gli incarichi conferiti in violazione delle sue disposizioni. L’art. 17 prevede, infatti, cheGli atti di conferimento di incarichi adottati in violazione delle disposizioni del presente decreto e i relativi contratti sono nulli”.
b) La decadenza. L’art. 19 del d.lgs. 39/2013 stabilisce che lo svolgimento degli incarichi di cui al presente decreto in una delle situazioni di incompatibilità di cui ai capi V e VI comporta la decadenza dall'incarico e la risoluzione del relativo contratto, di lavoro subordinato o autonomo, decorso il termine perentorio di quindici giorni dalla contestazione all'interessato, da parte del responsabile anticorruzione, dell'insorgere della causa di incompatibilità.
 Restano ferme, continua il comma 2, le disposizioni che prevedono il collocamento in aspettativa dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni in caso di incompatibilità.
C) La responsabilità amministrativa. I componenti degli organi che abbiano conferito incarichi dichiarati nulli sono responsabili per le conseguenze economiche degli atti adottati. Sono esenti da responsabilità i componenti che erano assenti al momento della votazione, nonché i dissenzienti e gli astenuti.
D) La trasparenza delle violazioni. L'atto di accertamento della violazione delle disposizioni del presente decreto è pubblicato sul sito dell'amministrazione o ente che conferisce l'incarico.

Gli oneri dichiarativi in capo al dirigente

È previsto, a tal fine, uno specifico onere dichiarativo in capo al Dirigente all’atto di conferimento dell’incarico poi, con cadenza annuale, nel corso del suo svolgimento dichiarerà l’assenza di cause di incompatibilità. Con sollecitudine, andranno sempre comunicate tutte le eventuali variazioni che nel corso dello svolgimento dell’incarico dovessero intervenire in riferimento al tema dell’incompatibilità al fine di garantire all’Amministrazione conferente una verifica costante sulla permanenza di tutte le condizioni legittimanti. Alla dichiarazione da effettuarsi al momento del conferimento dell’incarico è conferita dalla norma stessa valenza fondamentale al fine dell’acquisizione di efficacia dell’incarico medesimo.
L’art. 20 rubricato “Dichiarazione sulla insussistenza di cause di inconferibilità o incompatibilità”, prevede, infatti:
1. All'atto del conferimento dell'incarico l'interessato presenta una dichiarazione sulla insussistenza di una delle cause di inconferibilità di cui al presente decreto.
2. Nel corso dell'incarico l'interessato presenta annualmente una dichiarazione sulla insussistenza di una delle cause di incompatibilità di cui al presente decreto.
3. Le dichiarazioni di cui ai commi 1 e 2 sono pubblicate nel sito della pubblica amministrazione, ente pubblico o ente di diritto privato in controllo pubblico che ha conferito l'incarico.
4. La dichiarazione di cui al comma 1 è condizione per l'acquisizione dell'efficacia dell'incarico.
5. Ferma restando ogni altra responsabilità, la dichiarazione mendace, accertata dalla stessa amministrazione, nel rispetto del diritto di difesa e del contraddittorio dell'interessato, comporta la inconferibilità di qualsivoglia incarico di cui al presente decreto per un periodo di 5 anni.