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Emergenza Coronavirus: le nuove regole per le riaperture
Al centro spostamenti, attività economiche, produttive e sociali: accordo tra Governo e Regioni sulla fase di ripartenza. Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i provvedimenti contenenti le nuove misure di gestione nella "Fase 2"

Il Consiglio dei ministri, nella giornata di venerdì, su proposta del presidente Giuseppe Conte e del ministro della Salute Roberto Speranza, ha approvato il decreto legge che introduce ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Coronavirus.
Il decreto legge 16 maggio, n. 33, recante “Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19” è stato poi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di sabato: traccia il quadro normativo nazionale all’interno del quale, dal 18 maggio al 31 luglio 2020, con appositi decreti od ordinanze, statali, regionali o comunali, potranno essere disciplinati gli spostamenti delle persone fisiche e le modalità di svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali. Gli ambiti disciplinati dal decreto sono i seguenti:
– spostamenti;
– attività economiche, produttive e sociali;
– sanzioni.

L’accordo alla fine è arrivato nella giornata di venerdì. Il Governo ha dato il via libera alle Linee guida approvate dalla Conferenza delle Regioni la scorsa settimana: queste ultime stabiliscono criteri decisamente meno stringenti di quelli INAIL per la riapertura di negozi, bar, ristoranti, stabilimenti balneari ma anche palestre e piscine, parchi e mercati.
“Alla fine il risultato è arrivato”, spiega il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, al termine dell’incontro con il Governo che ha chiuso il difficile confronto.
“In un’ottica di collaborazione istituzionale si è ricercata e si è trovata una soluzione con l’accordo raggiunto venerdì tra Regioni e Governo. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di dare regole certe alle attività che da lunedì potranno riaprire e sicurezza a lavoratori e cittadini. Il Governo si è impegnato a richiamare nel testo le Linee guida elaborate e proposte dalla Conferenza delle Regioni quale riferimento certo e principale dai cui far discendere i protocolli regionali. Ciò assicurerà, peraltro – ha concluso Bonaccini – omogeneità e certezza delle norme in tutto il Paese”.

>> IL COMUNICATO INTEGRALE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI.


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