L'esperto risponde - Quesito

» Data

26 marzo 2021

» Quesito

Buongiorno, In relazione alle vigenti norme anti corruzione l190/2012 relative al rispetto delle regole sulla trasparenza dell'attività amministrativa si richiede se il piano della rotazione del personale per quanto attiene agli enti locali debba riferirsi unicamente a personale con posizione dirigenziale o a cui è conferita la qualifica di posizione organitiva o debba esser riferita anche ed indiscritamente a tutti i dipendenti cat D presenti negli uffici senza posizione organizzativa o potere di firma? Grazie

» Risposta

 


L’Anac ha avuto modo di precisare che la rotazione va correlata all’esigenza di assicurare il buon andamento e la continuità dell’azione amministrativa e di garantire la qualità delle competenze professionali necessarie per lo svolgimento di talune attività specifiche, con particolare riguardo a quelle con elevato contenuto tecnico, ciò al fine di evitare che la rotazione possa implicare il conferimento di  incarichi  a  soggetti  privi  delle  competenze  necessarie  per  assicurare  la  continuità  dell’azione amministrativa. In ogni caso, al fine di definire la rotazione del personale anche di livello non dirigenziale, l’unica indicazione deve avvenire ed essere prevista nel Piano triennale anticorruzione. In questa sede, infatti, dovranno essere chiariti i principi ed i criteri utilizzati, onde evitare che  la  rotazione  sia  impiegata  al  di  fuori  di  un programma predeterminato e possa essere intesa o effettivamente utilizzata in maniera non funzionale alle esigenze di prevenzione di fenomeni di cattiva amministrazione e corruzione. Tra i criteri, l’ANAC ha indicato a titolo di esempio quello dell’individuazione  degli  uffici  da  sottoporre  a  rotazione, in generale quelli che presentano maggiori rischi corruttivi, la fissazione  della  periodicità  della rotazione e le sue caratteristiche. Sempre l’Autorità ha precisato che in ragione dell’impatto che la rotazione ha sull’intera struttura organizzativa,  è  consigliabile programmare  la  stessa  secondo  un  criterio  di  gradualità  per  mitigare  l’eventuale  rallentamento dell’attività ordinaria, considerando in via prioritaria gli uffici più esposti al rischio di corruzione, per poi considerare gli uffici con un livello di esposizione al rischio più basso. Infine, per quanto riguarda il personale non dirigenziale l  criterio  della  gradualità  implica,  ad esempio, che le misure di rotazione riguardino in primo luogo i responsabili dei procedimenti nelle aree a più elevato rischio di corruzione e il personale addetto a funzioni e compiti a diretto contatto con il pubblico.


 


Tenuto conto di quanto sopra spetterà al piano anticorruzione approvato dall’ente verificare i vari livelli di personale che potranno essere soggetti a rotazione, senza che possa essere preclusa anche una rotazione di personale anche se privo di poteri di firma o di posizione organizzativa.