L'esperto risponde - Quesito

» Data

24 luglio 2020

» Quesito

Si chiede URGENTE riscontro al quesito inviato in data 08.05.2020: IPAB (Scuola d'Infanzia - ccnl Enti Locali) in corso procedura di privatizzazione, per trasformazione in Fondazione di diritto privato. Nel frattempo ha avviato procedura di esternalizzazione del servizio di pulizie (svolto dalle ausiliarie) e della mensa (svolto dalla cuoca), per un totale di 5 persone coinvolte, da affidare a soggetto privato (cooperativa). Si chiede quanto segue: 1) I sindacati possono opporsi all'esternalizzazione?. Stante art. 31 D.LGS 165/2001, che richiama art.2112 c.c., sembrerebb di no, così come pare non essere obbligatorio un accordo sindacale; 2) Procedendo con esternalizzazione del servizio i dipendenti passano da una IPAB (soggetto alla disciplina pubblico impiego - con iscrizione ex inpdap) a soggetto privato: I DIPENDENTI POSSONO OPTARE PER IL MANTENIMENTO DELLA CONTRIBUZIONE ALL'EX INPDAP, considerato altresì che in ogni caso tra 4 anni avrebbero accesso al trattamento pensionistico?. Ai sensi art. 5 co.2 L. 274/1991, sembrerebbe essere possibile. Con il passaggio diretto da IPAB a cooperativa (senza interrompere il rapporto di lavoro,, nel rispetto dell'art 2112 c.c.) avrebbero penalizzazioni in termini pensionistici? 3) Quale documentazione, quali comunicazioni e con quali modalità, occorre effettuare per fornire all'Ex Inpdap della sede di riferimento, che le dipendenti hanno optato per il mantenimento all'Ex Inpdap? 4) La IPAB che esternalizza dovrà continuare ad effettuare qualche denuncia mediante Uniemens Lista PosPA? RESTIAMO IN ATTESA DI CORTESE URGENTE TEMPESTIVO RISCONTRO

» Risposta

Premesso che la mancata risposta al quesito del 8.5.2020 è semplicemente dovuta alla erronea attribuzione del quesito stesso ad altro consulente, la vicenda va trattata sotto due diversi aspetti.


Il primo riguarda il rapporto di lavoro e le procedure di cessione, il secondo riguarda l'inquadramento previdenziale dei singoli lavoratori coinvolti nella cessione.


In merito al rapporto d lavoro e alle procedure la normativa già da voi indicata è quella di riferimento, in particolare l'articolo 31 del D.Lgs. n° 151/2001, l'articolo 2112 del Codice civile e, in ordine alle preocedure e tempistiche, l'articolo 47, commi da 1 a 4, della legge n° 428/1990 (Legge Comunitaria 1990).


Essendo una procedura di organizzazione aziendale nessuno ha il potere di opporsi, fermo restando il rispetto dei tempi e delle modalità con cui le parti vanno coinvolte in base alle disposizioni richiamate.


Fra l'altro anche l'ultimo CCNL del comparto delle Funzioni Locali, sottoscritto il 21 maggio 2018, all'articolo 5, comma 2, lettera f), inserisce la fattispecie in oggetto fra quelle per le quali è previsto il "confronto" con le organizzazioni sindacali.


L'esito del confronto, tuttavia, non potrà impedire il trasferimento, ma potrebbe contenere alcune condizionei concordate, fra le quali la possibilità che il lavoratore possa rifuitare il tasferimento stesso.


Normalmente, infatti, in caso di trasferimenti di servizi o soppressioni di enti è la normativa generale che prevede le varie opportunità per i lavoratori (quando furono traseriti alle provincie i servizi per il lavoro, ma anche in altre fattispecie, la normativa consentì ai lavoratori di optare per rimanere alla dipendenze della amministrazione di provenienza), ma in altri casi potrebbe essere la contrattazione collettiva, in sede di confronto, a prevedere analoghi diritti.


In merito all'inquadramento previdenziale la normativa di riferimemto è indubbiamente quella da voi indicata (articolo 5, comma 2, della legge n° 274/1991), in funzione della quale il lavoratore, ancorchè dipendente di un soggetto privato, può chiedere di rimanere iscritto alla Gestione Previdenziale dei Pubblici dipendenti.


La valutazione della convenienza o meno ad esercitare tale diritto va ovviamente effettuata caso per caso, anche se in generale il trattamento dei dipendenti pubblici è tendenzialmente di miglior favore, soprattutto per coloro che possono far valere dei periodi contributivi che si collocano prima del 1° gennaio 1995. Per chi, invece, avesse solo contribuzione successiva al 31.12.1995 l'iscrizione previdenziale è totalmente indifferente.


Per quanto riguarda gli adempimenti, ovviamente la cooperativa, nei confornti degli eventuiali lavoratori optanti, deve comportarsi come se fosse una pubblica amministrazione (quindi inviare UNIEMENS con la compilazione della ListaPosPA), previa esplicita richiesta di autorizzazione alla sede INPS competente.


L'unica attenzione va posta nei confronti del TFS/TFR maturato presso l'IPAB: ancorchè l'articolo 2112 del Codice Civile abbia introdotto un principio di responabilità solidale del cessionario e del cedente in ordine ai diversi trattamenti (fra i quali il TFR), nel caso di specie, se i lavoratori erano iscritti all'ex INADEL, conviene far chiedere all'INPS la liquidazione del TFS/TFR maturato fino alla data della cessione.