Monetizzazione ferie non godute: il parere del Consiglio di Stato

Approfondimento di V. Giannotti e G. Popolla

All’indomani della sentenza del TAR Valle d’Aosta (sentenza n. 1/2020) la quale, dopo una ricostruzione normativa euro-comunitaria e nazionale, ha dato ragione all’ente pubblico sulla perdita delle ferie pregresse del lavoratore, reo di non aver adempiuto alle indicazioni della propria amministrazione inerenti fruizione delle stesse, il Consiglio di Stato, Sezione I, con il parere n. 154 del 20 gennaio 2020, su un ricorso straordinario intentato da un pubblico dipendente non contrattualizzato, affronta ancora la questione della monetizzazione delle ferie non godute del dipendente pubblico, questa volta nel caso di maturazione avvenuta nel periodo di aspettativa per motivi di salute.

Il fatto

Un dipendente pubblico non contrattualizzato, a seguito della cessazione dal servizio per limiti di età, ha avanzato la richiesta della monetizzazione di circa 30 giorni di ferie non godute, ricevendo il diniego della propria amministrazione. A sostegno della decisione di non monetizzazione delle ferie, l’ente pubblico ha sostenuto in via preliminare come l’interessato avesse interrotto il periodo di aspettativa con rientro in servizio essendo stato giudicato idoneo, per poi attivare ulteriore malattia con rientro in servizio il giorno prima della successiva cessazione per raggiunti limiti di età. Secondo l’ente pubblico, pertanto, posto il dipendente in congedo per raggiunti limiti di età, l’amministrazione ha rigettato l’istanza di monetizzazione “in ossequio a quanto statuito dall’articolo 5, comma 8, del decreto legge n. 95/2012, nonché dall’articolo 55 del d.P.R. n. 395/1995 e dalla circolare del 28 marzo 2013”. In ogni caso, ha evidenziato l’amministrazione…

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