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Legge di Bilancio 2021: gli Enti locali raccomandano accorgimenti

Il reddito di lavoro dipendente nella legislazione emergenziale

Il documento ANCI in merito alla Legge di Bilancio 2021, oggetto di audizione informale dinnanzi alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, è stato reso pubblico.
Emerge dalle osservazioni dell’Associazione dei Comuni un certo scetticismo, in quanto la portata degli interventi programmati per far fronte alla situazione emergenziale non garantisce effetti benefici in una prospettiva di medio-lungo periodo. L’apparato burocratico e amministrativo degli Enti Locali, fragile e appesantito, necessiterebbe piuttosto di una serie di iniziative strutturali e di ampio respiro. Soprattutto, rilevano alcune istanze presentate circa il rafforzamento del pubblico impiego: “Correttivi per la determinazione del limite alla capacità assunzionale, in particolare sulla sterilizzazione di alcune voci di spesa quali i rimborsi del costo di personale per gli enti convenzionati ovvero degli oneri contrattuali. Assunzioni in deroga nei settori fondamentali ad affrontare l’emergenza in corso, quali sicurezza e welfare. Apprezzando l’incremento delle risorse del fondo per la stabilizzazione del personale del sisma 2016, si chiede la possibilità di maturare i requisiti per le stabilizzazioni del personale precario impegnato nella ricostruzione del post sisma 2016 anche nel corso dell’anno 2021.

La necessità di nuovo personale

Interessanti anche le richieste prioritarie avanzate dalle Province (UPI) sempre in audizione davanti alle Commissioni Bilancio: un piano straordinario per la rapida immissione di almeno 500 unità di personale specializzato nelle Province e Città metropolitane per progettare ed appaltare gli investimenti per le strade provinciali e le scuole superiori. Personale da destinare al rafforzamento degli uffici di progettazione, gestione delle stazioni appaltanti, digitalizzazione della PA, attraverso un concorso nazionale unico. Accanto, a questo, un vero riordino della finanza provinciale, con la cancellazione della norma che introduce una nuova spending review.

L’insoddisfazione dell’Upi

“Avevamo avuto rassicurazioni dal Governo che in questa Manovra si sarebbe risolta l’emergenza della mancanza di personale specializzato delle Province. Invece la Manovra approvata dal Consiglio dei ministri prevede assunzioni nella Pubblica Amministrazione centrale e nelle Regioni, ma nulla a favore degli Enti locali, in cui la necessità di nuovo personale è immediato – ha affermato Michele de Pascale, presidente dell’UPI, intervenendo in videoconferenza. Come UPI abbiamo fatto una rilevazione sui fabbisogni di personale specializzato nelle Province e ci risulta una urgenza di 836 persone: 362 tecnici per gli uffici progettazione, 322 tra tecnici e amministrativi per le stazioni appaltanti e 152 informatici per la digitalizzazione. Senza questo personale il rischio è di non garantire alle Province le capacità organizzative necessarie per affrontare, nella piena efficienza delle strutture, le prossime sfide di rilancio degli investimenti nazionali ed europei”.

>> IL TESTO DELL’AUDIZIONE DELL’ANCI.

>> IL TESTO DELL’AUDIZIONE UPI.

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