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Emergenza Coronavirus: orientamenti applicativi delle misure per i dipendenti pubblici

Concorsi pubblici: prove sui territori e con strumenti digitali

L’utilizzo delle ferie pregresse, comprese quelle del 2019 non ancora fruite, non può rappresentare una “scappatoia” per evitare la modalità del lavoro agile, ma al tempo stesso è legittimo che le amministrazioni ricorrano a questo istituto, magari a rotazione o intervallato con lo smart working, anche in ragione dei picchi di attività. Valgono in tal senso le disposizioni contenute nei diversi contratti collettivi nazionali di comparto che, nella generalità, pongono un limite alla discrezionalità del datore di lavoro, obbligandolo a consentire la fruizione delle ferie – non godute dal lavoratore nell’anno di maturazione per “indifferibili esigenze di servizio” – entro il primo semestre dell’anno successivo. È questo uno dei passaggi chiave della circolare 2/2020 del ministro per la Pubblica Amministrazione pubblicata nella giornata di ieri 2 aprile sul portale del Dipartimento della Funzione pubblica.

>> LA CIRCOLARE DEL MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

>> IL COMUNICATO ESPLICATIVO DELLA FUNZIONE PUBBLICA.

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