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Decreto Reclutamenti, ANCI: concedere la mobilità senza il nulla osta rischia di paralizzare i Comuni

Il Dipartimento della Funzione pubblica presente alla XXXVI Assemblea Nazionale ANCI

Il decreto legge n. 80/2021 (Decreto Reclutamenti) ammette ora per i dipendenti dei Comuni la possibilità di ottenere la mobilità senza il previo nulla osta da parte dell’Amministrazione di appartenenza. Tale disposizione, ha lamentato sin da subito l’ANCI, potrebbe causare grosse difficoltà nell’attuazione del Recovery Plan: difatti, come sottolineato da Jacopo Massaro, sindaco di Belluno e delegato al personale dell’Associazione, “I Comuni stanno scontando oggi gli anni dei tagli al personale e i mesi dell’emergenza sanitaria che hanno avuto un impatto molto forte sui servizi legati al welfare e alla sicurezza urbana.”

Secondo Massaro i vincoli finanziari alla spesa di personale che ormai da anni costringono i bilanci degli Enti locali hanno causato una netta riduzione del trattamento economico accessorio medio, senza tra l’altro possibilità reale di incremento. “Questo significa – prosegue il primo cittadino – che non abbiamo strumenti per trattenere i nostri dipendenti e dirigenti attratti da posizioni lavorative meglio retribuite e per frenare il depauperamento di competenze e professionalità“. La norma del Decreto Reclutamenti che ha previsto questa abrogazione disciplina anche alcune eccezioni, ideate però solo per i Ministeri e le Amministrazioni centrali che hanno dimensioni e funzionalità diverse dai Comuni. Per queste ragioni abbiamo ha chiesto al Parlamento di introdurre con un correttivo anche alcune deroghe a misura di Enti locali, in grado di garantire in ogni caso la continuità dei servizi fondamentali, visto che, lo ricordiamo, i Comuni sono le istituzioni di prossimità per cittadini e imprese.” Da parte sua Massimo Castelli, sindaco di Cerignale e coordinatore nazionale ANCI Piccoli Comuni, ha sottolineato la gravità della situazione attuale, tale da risultare un vero e proprio handicap soprattutto nei centri urbani più piccoli, i quali “hanno ancora meno attrattività e sono diventati ormai la scuola dove i giovani, reclutati con mille difficoltà, si formano per poi prendere incarichi o transitare in altre Amministrazioni.” La disposizione in discorso, prosegue il rappresentante ANCI, lascia inalterato il meccanismo del nulla osta solo nelle ipotesi di infungibilità, ovvero la stragrande maggioranza dei casi per quanto attiene i piccoli uffici con pochi dipendenti a disposizione. La realtà dei fatti, purtroppo, è che “I tempi per la sostituzione del ragioniere o del tecnico che decidono di spostarsi in Regione o al Ministero possono causare la paralisi amministrativa. Di conseguenza – afferma Castelli in conclusione – ferma la necessità di escludere l’applicazione della norma al comparto degli enti locali, è quanto meno indispensabile consentire almeno la sostituzione immediata del personale che cessa dal servizio per mobilità, in deroga ai vincoli finanziari”.

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