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Via libera al ddl Pa. Renzi: con le riforme possiamo essere locomotore d’Europa. Sì al decreto Ilva

«Prima si andava al rallenty, ora al ritmo giusto». Lo ha detto il premier Matteo Renzi al termine del Consiglio dei ministri. «È una giornata di straordinaria importanza per il paese, il processo di riforme strutturali avviato sta producendo tappe con un ritmo giusto. Non facciamo le corse, approviamo le tappe in tempi regolari, dopo anni di ralenti andiamo a velocità normale», ha detto Matteo Renzi sull’ok della commissione Affari costituzionali di palazzo Madama alla riforma del Senato. «Mi piacerebbe discutere nel merito» delle riforme, ha detto Renzi, perché «quando sento parlare di gestione autoritaria un sorriso mi si stampa sul volto tanta è l’assurdità di questa accusa».

Sì al ddl Pa
Nella pubblica amministrazione arriverà una riforma copernicana, ha detto il premier, parlando ai decreti attuativi sulla Pa. «C’è un’accelerazione per i servizi alle imprese. Alla fine dei mille giorni il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione si è rovesciato. Alla fine di questo percorso del ddl delega la Pa avrà il dovere di mettere on line tutti i certificati e offrire la possibilità di scaricare i certificati, meccanismo di rivoluzione copernicana, la Pa va a casa del cittadino a non viceversa», ha detto il premier. «Non abbiamo paura di dimezzare il monte ore dei permessi sindacali», ha detto poi Renzi. «Stiamo attuando percorso di riforme cosi radicale e significativo al Senato che figuriamoci se abbiamo paura… Se non hanno il 50% dei permessi in meno nessuno soffrirà. Nessuno vuole punire sindacati».

Se facciamo le riforme possiamo essere il locomotore d’Europa
Pur guardando con preoccupazione i dati economici negativi, come il calo della produzione industriale certificato oggi dall’Istat, ha commentato Renzi, «siamo assolutamente certi che se l’Italia fa le cose che deve fare è nelle condizioni di essere il locomotore che porta l’Europa fuori dalla stagnazione».

Non ci sarà manovra correttiva in autunno
Non ci sarà nessuna manovra correttiva in autunno, ha garantito Renzi in conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri. Quando gli é stato chiesto se i dati di oggi sulla produzione industriale rendano più probabile una correzione di bilancio, il premier ha risposto: «Se la domanda è c’è la manovra? La risposta é no!». Ogni giorno, ha detto, «c’é qualcuno che diffonde un dato verso le dieci, undici di mattina: può essere uno 0,2% in più, e non fa notizia, o in meno e allora fa notizia. Nel mese di maggio l’occupazione é aumentata di 54mila unità. Ma é un dato che non passa. Abbiamo un paese che sta tornando ad assumere – questo non vuol dire che siamo fuori dalla crisi – però non passa. Io naturalmente guardo con la consuenta attenzione i fenomeni internazionali, qualche primo segnale di turbolenza sui mercati finanziari internazionali, ma siamo certi che se l’Italia fa le cose che deve fare é nelle condizioni non di andare fuori dalla crisi, ma di essere il locomotore dell’Europa».

Sì al decreto Ilva
Il premier ha anche annunciato che il decreto Ilva è stato approvato, «ma non nella formula che avete letto sui giornali».

Via libera alla riforma del terzo settore
Il Consiglio dei ministri ha approvato la riforma del terzo settore che sarà illustrata domani dal ministro Giuliano Poletti, ha detto il premier Renzi in conferenza stampa.

I ministri responsabili dei decreti attuativi delle leggi
«Da un’analisi dettagliata – ha detto Renzi – ci sono 752 leggi da disciplinare: 286 di Monti, 304 di Letta e 162 nostre.Sui decreti attuativi si è deciso che ad inizio di ogni Cdm il ministro dell’attuazione del programma individuerà nome e cognome del ministro responsabile. È inutile fare leggi se non si applicano, è allucinante».

Alitalia: spazio di crescita enorme con Etihad
C’è uno «spazio di crescita per Alitalia e Etihad che è enorme. Ora però è il momento di stringere i denti. Non sono bravo a fare previsioni», ha detto Renzi al termine del Cdm, rispondendo a una domanda sulla possibilità che domani si chiuda l’accordo. Renzi ha sottolineato che «Alitalia è una vicenda molto seria che segna il fallimento di un pezzo di classe dirigente», Alitalia , ha detto, «era in condizioni simili a Ferrovie. Ferrovie è stata risanata oggi Alitalia è com’è». Secondo Renzi quella di Etihad è una proposta buona, «una bella realtà per il futuro del paese. Non so fare le previsioni ma occorrerà che tutti facciano sacrifici. Alternativa non è tra x esuberi e y esuberi, l’alternativa è la chiusura. Non si può avere paura di dire le cose come stanno». Il premier ha detto che lo spazio di crescita Alitalia ed Ethiad «è enorme, ma ora è il momento di stringere i denti. Non so cosa faranno i sindacati, ma di fronte a una situazione come questa ci vuole responsabilità. Il rischio è che chiuda l’azienda con miglialia di persone che restano a casa. Invito tutti alla saggezza».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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