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Una valanga di controlli si abbatte sugli enti locali

Una valanga di controlli si abbatte sugli enti locali in seguito all’entrata in vigore del decreto-legge 174 del 10 ottobre. Con riferimento ai comuni e alle province vengono introdotte numerose e sostanziali modifiche alle disposizioni vigenti in materia contenute nel testo unico 267/2000 estendendo la gamma dei controlli interni alle seguenti forme: controllo di regolarità amministrativa e contabile, controllo degli equilibri finanziari della gestione e dell’osservanza del patto di stabilità interno, controllo di gestione, controllo strategico e, negli enti con popolazione superiore a 10 mila abitanti, controllo dello stato di attuazione di indirizzi e degli obiettivi da parte degli organismi gestionali esterni, controllo della qualità dei servizi erogati e controllo sulle società partecipate. A tali controlli occorre poi aggiungere quelli esercitati dai servizi finanziari e dagli organi di revisione degli enti locali. Non tutte le indicate forme di controllo sono nuove nell’ordinamento degli enti locali. Il decreto-legge 174, inoltre, potenzia i controlli esterni sugli enti locali e, in primo luogo, quelli della Corte dei conti. La verifica semestrale da parte delle sezioni regionali della Corte riguarderà: la legittimità e la regolarità delle gestioni, il funzionamento dei controlli interni, il rispetto delle regole contabili e del pareggio di bilancio, il piano esecutivo di gestione, i regolamenti e gli atti di programmazione e pianificazione. Un area vasta che si estende anche a documenti privi di efficacia esterna e di grande rilevanza interna come il Peg che è un budget operativo della gestione. Per l’esercizio di tale forma di controllo, il sindaco dei comuni con più di 10 mila abitanti è tenuto a trasmettere ogni sei mesi alla Corte un referto sulla regolarità della gestione e sull’efficacia e adeguatezza del sistema dei controlli interni adottato. Addirittura il referto non è libero, ma va compilato secondo linee-guida deliberate dalla Corte medesima. Per gli stessi fini, la Corte potrà disporre, oltre a tale informativa, di altri strumenti e in particolare degli accertamenti e delle verifiche del Corpo della Guardia di finanza che potrà agire con gli stessi poteri ad esso attribuiti ai fini degli accertamenti relativi all’Iva e alle imposte sui redditi. Sono inoltre previste verifiche da parte dei Servizi ispettivi di finanza pubblica del Mef che si aggiungono ai controlli del ministero della funzione pubblica. La norma è accompagnata da una sanzione che va da cinque a venti volte la retribuzione mensile. È questa una novità che conferma il carattere centralista della riforma.

Fonte: Italia Oggi

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