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Una speranza per i precari p.a.

Assunzioni più vicine per i precari del pubblico impiego: fino al 2016 a chi ha avuto un contratto a tempo determinato per tre anni (nell’ultimo quinquennio) viene riservata la metà dei posti messi a concorso. Nessun salvataggio (finora), invece, per dipendenti di aziende pubbliche in crisi che non potranno essere assorbiti in società della stessa natura, tema su cui si esprimerà, però, palazzo Chigi nell’imminente manovra finanziaria. L’aula del senato ha dato il via libera, con 137 voti favorevoli, 57 contrari e un astenuto, al decreto 101/2013 sulla stabilizzazione del personale che opera nelle amministrazioni pubbliche, che passa adesso al vaglio dei deputati, che dovranno convertirlo in legge entro il 31 ottobre.

Un provvedimento che da un lato si pone come obiettivo la stabilizzazione degli occupati a termine nella p.a. e, dall’altro, la lotta agli sprechi, tagliando i costi della politica e imponendo una sforbiciata alle auto blu (nel 2014 si scende dall’80 al 60% della spesa effettuata quest’anno) e alle consulenze (dal 90 all’80% sempre con riferimento a quanto investito nel 2013); oltre, poi, alla citata «corsia preferenziale» destinata a chi ha già lavorato per tre anni negli enti, la validità delle graduatorie vigenti per concorsi pubblici con assunzioni a tempo indeterminato viene prorogata di un anno, ossia fino al 2016 (quando, cioè, terminerà il blocco del turnover).

E, nell’ambito del processo di riforma delle province, si «recuperano» fino al 31 dicembre 2014 gli incarichi dirigenziali che avevano esse stesse conferito. Semaforo verde a due proposte (una del governo, l’altra di Scelta civica) che sopprimono quasi tutto l’articolo 3: cadono le misure sulla mobilità degli addetti fra società partecipate direttamente, o indirettamente, dalle amministrazioni (Stato, Regioni, Enti locali e Asl) in «default» o in dismissione, ritenute troppo onerose dalla commissione Bilancio, ma il tema non finisce nel dimenticatoio, perché passa l’ordine del giorno della maggioranza che impegna l’esecutivo ad «affrontare il tema a partire dalla prossima legge di stabilità». Restano in piedi le norme sugli uffici giudiziari «caratterizzati da una grave carenza di» dipendenti, dunque si permette «un più rapido assorbimento di personale soprannumerario, attraverso procedure di mobilità».

A seguire, palazzo Madama licenzia il passaggio degli oneri delle visite mediche dalle aziende sanitarie all’Inps: le liste speciali (costituite con legge 463/1983) dei «camici bianchi» fiscali vengono trasformate in elenchi «ad esaurimento», in cui si confermano i professionisti «inseriti nelle suddette liste alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, e che vi risultavano già iscritti alla data del 31 dicembre 2007». Nasce l’Agenzia per la coesione territoriale per aiutare le amministrazioni nella gestione e programmazione dei fondi strutturali europei, tuttavia non sarà dotata (come previsto inizialmente) di «120 unità altamente qualificate».

Agli ex collaboratori di giustizia si aprono le porte della p.a. e nella Dia (Direzione investigativa antimafia) opereranno i forestali. Confermate le misure per tutelare l’attività dell’Ilva varate in commissione (si veda ItaliaOggi del 2/10/2013), nonché la partenza «soft» del Sistri.

Fonte: Italia Oggi

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