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Una proposta di legge per una nuova governance degli enti locali

Il tema degli sprechi negli enti locali è diventato un cavallo di battaglia di numerosi partiti, in modo trasversale agli schieramenti politici. Ma, da destra a sinistra, il dibattito appare confuso. Tuttavia gli sprechi esistono davvero, non solo nelle situazioni patologiche di illegalità e incuria, ma anche nelle situazioni di normalità a causa di una gestione non ottimale dell’azione amministrativa. Ci si riferisce, in particolare, allo spreco determinato dalla ridondanza nelle giunte, derivante non tanto dagli elevati costi della politica, quanto piuttosto dall’attuale modello istituzionale articolato per deleghe assessorili che favorisce la polverizzazione e la dispersione degli interventi in microiniziative non utili a risolvere i problemi collettivi, ma molto funzionali alla costruzione del consenso individuale.

Come noto, infatti, gli assessori – sempre sostanzialmente imposti dai partiti – pur non essendo neppure organo, in quanto l’organo collegiale è la giunta, hanno in tutti gli enti locali e le regioni, deleghe specifiche ed una buona capacità di influenza delle decisioni della dirigenza. Qualcuno potrebbe pensare: “è la democrazia, stupido!”. Ma in realtà la logica assessorile è figlia della degenerazione italiana della democrazia chiamata “partitocrazia” che collega in modo lineare e degenerativo la prima con la seconda repubblica.

Insomma, ci sembra che i tempi siano ormai maturi per ulteriori piccoli (ma grandi) aggiustamenti normativi che dovrebbero migliorare di molto la governance degli enti locali e quindi far beneficiare i cittadini di

servizi migliori e meno costosi. Proponiamo quindi a tutti i lettori di aiutarci a scrivere e a sottoscrivere

una norma che abbia l’obiettivo di:

a)  trasformare le giunte in organi collegiali ristretti i cui componenti non abbiano deleghe specifiche, configurando una sorta di comitato di sorveglianza;

b)  potenziare le figure dirigenziali facendo sì che collaborino con il sindaco in modo attivo attraverso la formalizzazione di mandati fiduciari per l’attuazione delle politiche e la loro selezione secondo modalità trasparenti e adeguate ad accertarne la professionalità.

 

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