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Una Pa più trasparente? Non basta, va riformata

La trasparenza nella Pubblica amministrazione è un obiettivo tanto auspicato, quanto difficile da raggiungere.
E il complesso di norme di cui l’Italia si è dotata in questo campo è, allo stato attuale, ancora largamente disatteso.
E’ quanto emerge da «Oltre la normativa, la trasparenza nei fatti», un’indagine realizzata da Forum Pa, che si conclude oggi a Roma dopo tre giorni di incontri e convegni.
Dalla ricerca emerge che le amministrazioni hanno adempiuto al massimo agli obblighi della «trasparenza statica», pubblicando sul proprio sito i dati su dipendenti e bilanci, ma non hanno collegato quasi mai le risorse impiegate ai risultati raggiunti.
In questo modo le amministrazioni non hanno risposto alla domanda principale dei cittadini e delle imprese: «Dove sono andati e cosa hanno prodotto i soldi che ho pagato con le tasse?».
UNA NUOVA VISIONE Forum Pa 2013 ha chiamato a raccolta gli innovatori italiani con lo slogan «Il Paese alla sfida della trasparenza», invitando istituzioni, imprese e cittadini al dialogo e al confronto sul tema della trasparenza dinamica come sostanza stessa del rapporto di fiducia tra la società civile, la politica e la pubblica amministrazione.
«Una trasparenza – spiega il presidente del Forum, Carlo Mochi Sismondi – che non è concessa dall’alto, ma è la sostanza stessa del rapporto di fiducia instaurato tra cittadini, politica, pubblica amministrazione.
L’amministrazione non dà conto soltanto delle spese sostenute, ma soprattutto del rapporto tra spese e benefici.
Insieme a partecipazione e collaborazione, parole d’ordine dell’Open Government, la trasparenza è un requisito essenziale per realizzare quella profonda innovazione istituzionale, organizzativa e tecnologica della Pa, necessaria per far ripartire il Paese e intraprendere un percorso di crescita».
L’indagine è stata proposta agli iscritti alla community di Forum Pa (un target costituito prevalentemente da operatori della Pa e stakeholder istituzionali) ma la partecipazione era aperta a tutti.
Le interviste valide sono state 811, nel periodo di rilevazione dal 7 al 16 maggio 2013.
Obiettivo era rispondere a una domanda principale: quando un’amministrazione si può definire davvero trasparente? È emersa un’opinione ragionata e matura degli intervistati, che considerano la trasparenza non una moda ma un’opportunità di crescita per il paese, a condizione che renda conto anche dei processi e dei risultati.
Solo per il 29% degli intervistati le amministrazioni che rendono pubbliche tutte le informazioni richieste dalla legge si possono definire trasparenti; per il 44,9% la trasparenza è premessa necessaria per garantire legalità, crescita e sviluppo, competitività, mentre l’83,6% è convinto che le norme siano necessarie ma non sufficienti: serve una riorganizzazione della Pa e una nuova visione del rapporto con i cittadini.

Fonte: Il Messaggero

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