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Troppe assunzioni in Comune

Un Comune o una Provincia ogni tre hanno sforato i limiti nelle assunzioni o nella spesa di personale, cinque su 10 hanno esagerato con le nuove assunzioni e sette su dieci sono usciti dalle regole che limitano le «progressioni» orizzontali o verticali, cioè le promozioni del personale, distribuite senza mettere in campo «adeguate misure selettive» o senza la contemporanea (e obbligatoria) indizione di concorsi pubblici per garantire l’accesso dall’esterno.
Diffusa, nonostante la pioggia di regole «meritocratiche» dalla riforma Brunetta del 2009 in poi, l’assegnazione di compensi incentivanti senza verifiche sulla produttività, come accade presso i Vigili del Fuoco dove per ottenere il premio basta essere presenti in servizio.
È il pubblico impiego il capitolo più spinoso della nuova relazione annuale diffusa ieri dall’Ispettorato generale di finanza della Ragioneria generale dello Stato. Teatro di molti degli interventi anti-crisi introdotti per limitare la spesa statale e locale, il pubblico impiego ha visto crescere insieme alle regole anche le violazioni. Ancora una volta, nonostante il congelamento del trattamento individuale (che non è stato seguito in molti casi, segnalati dagli ispettori alla Corte dei conti), la contrattazione decentrata rimane uno dei massimi produttori di «spesa imprevista»: riforma Brunetta o meno, «l’improprio utilizzo» dei contratti territoriali ha prodotto «dinamiche retributive estremamente significative», alimentate anche da violazioni praticamente generalizzate alle regole che limitano i fondi per le intese territoriali. Nel complesso, come ha rilevato la Corte dei conti, la spesa di personale dei Comuni è diminuita nell’ultimo anno, ma l’intensificarsi delle segnalazioni della Ragioneria mostra che si allarga la forbice fra le amministrazioni «virtuose» e quelle dove le regole vengono violate.
Paradossalmente, in tanta gestione allegra, a veder limitare le proprie risorse sono proprio gli ispettori della Ragioneria, scesi a 67 nel 2011 dai 74 del 2010, con il risultato che mentre aumentano le violazioni si riduce la platea degli enti controllati.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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