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Trattenuta Ape nella tredicesima

Le novità della legge di bilancio 2017 (L. 232/16) in tema previdenziale sono state riepilogate ieri in schede disponibili sul sito dell’Inps.

In attesa dell’emanazione dei decreti attuativi e delle circolari, l’Istituto fa il punto della situazione sugli aspetti più importanti: dall’abolizione delle penalità per i pensionati under 62 a decorrere dal 1° gennaio 2018 ai requisiti richiesti per aver diritto alla somma aggiuntiva (quattordicesima).

Il prestito ottenuto quale anticipo rispetto alla data di effettivo pensionamento, sarà restituito in 260 rate in un periodo di 20 anni mediante una trattenuta Per quanto riguarda l’Ape volontaria, viene precisato che il prestito ottenuto quale anticipo rispetto alla data di effettivo pensionamento, sarà restituito in 260 rate in un periodo di 20 anni mediante una trattenuta che viene effettuata dall’Inps all’atto del pagamento di ciascun rateo pensionistico, inclusa quindi la tredicesima mensilità.

L’anticipo è escluso dall’imposta sul reddito delle persone fisiche e, a fronte degli interessi sul finanziamento e del premio assicurativo a copertura del rischio di premorienza, è riconosciuto un credito di imposta nella misura massima del 50% dell’importo, pari a un ventesimo degli interessi e dei premi complessivamente pattuiti nei relativi contratti. Il credito, esente da Irpef, sarà riconosciuto direttamente dall’Inps a partire dal primo pagamento del trattamento pensionistico.

In materia di anticipo pensionistico sociale (Ape sociale) viene precisato che l’accesso al beneficio (con almeno 63 anni di età e almeno 30/36 anni di contributi in funzione delle attività lavorative svolte) è comunque subordinato alla cessazione di qualunque attività lavorativa anche autonoma. L’indennità, di importo massimo di 1.500 euro mensili non rivalutabili, viene corrisposta per 12 rate annuali fino al raggiungimento del primo diritto a pensione (anticipata o vecchiaia). La prestazione è compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa dipendente o parasubordinata soltanto nel caso in cui i relativi redditi non superino gli 8mila euro annui e con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo nel limite di 4.800 euro annui, superando così la criticità della norma dove si prevede che comunque l’erogazione dell’anticipo è subordinata alla cessazione dell’attività lavorativa.

Coloro che hanno 12 mesi di contributi entro il 19esimo anno di età e svolgono determinate mansioni, accedono ai benefici per i lavoratori precoci con 41 anni di contributi. Tale requisito risentirà degli adeguamenti legati alla speranza di vita. Gli incrementi non saranno, invece, applicati agli addetti a lavori usuranti fino a tutto il 2026. Per quest’ultima categoria è stata abrogata la finestra mobile, cioè il differimento tra il perfezionamento del diritto e la riscossione del primo rateo di pensione. L’Inps aggiunge che, coloro che svolgono attività usurante e hanno i requisiti per ottenere il beneficio previsto per i lavoratori precoci, possono ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contribuzione indipendentemente dall’età.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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