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Tagli a statali e sanità e niente aumento Iva

Governo al lavoro per le ultime limature al decreto sulla spending review. Spesa sanitaria e statali restano in primo piano per reperire le risorse che eviterebbero l’aumento dell’Iva in autunno. Ma sugli statali il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, avverte: «Siamo pronti alla mobilitazione».
L’aumento dell’Iva
E sul piede di guerra c’è anche la Cgil che, ricordando che si tratterebbe della quinta manovra sul lavoro pubblico, sta «valutando le misure» per come proseguire la mobilitazione. Intanto slitta a martedì il confronto tra governo e sindacati sui possibili tagli. Rinvio anche per il confronto tra ministri: preallertati in un primo tempo per domani, dovrebbero invece vedersi martedì. Da una parte la finale degli Europei con la squadra azzurra protagonista, ma soprattutto il clima più disteso dopo il buon esito del vertice di Bruxelles, avrebbero spinto a un timing meno pressante. Sarebbero di aiuto anche i positivi dati sull’incasso dell’acconto Imu: saranno resi noti la prossima settimana ma le indiscrezioni parlano un gettito di 9 miliardi di euro.
Sull’entità dei tagli ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, è tornato a confermare la versione «light» da 4,2 miliardi di euro di tagli per il 2012. Quanto basta per evitare l’aumento dell’Iva. Si dovrebbe arrivare a 5 miliardi di euro con gli aiuti ai terremotati dell’Emilia. L’unico ragionamento riguarderebbe gli anni successivi. Il giro di vite che si prospetterebbe su statali e sanità avrebbe l’obiettivo proprio di mettersi al riparo dal previsto aumento dell’Iva anche per i prossimi anni (nel 2013 occorrerebbero altri 13 miliardi di euro sempre per l’Iva).
Forse 10.000 esuberi
Obiettivo indispensabile se si comincia a ragionare sulla crescita e non più sull’emergenza dei conti. Sugli statali si valuterebbero almeno 10.000 esuberi, da gestire con il collocamento in mobilità e il prepensionamento, anche derogando alla riforma Fornero sulle pensioni. Salato anche il conto chiesto alla sanità, tra 1 e 3 miliardi di euro. In questo caso si punterebbe a risparmi sui farmaci sulle prestazioni convenzionate e sugli acquisti nei quali potrebbe giocare un maggior ruolo la Consip.
«Quello che si risparmia – ha affermato Catricalà – sarà destinato alla crescita. Se riusciamo a realizzare il bottino di 4,2 miliardi di euro entro l’anno non avremo la necessità di aumentare di 2 punti l’Iva per raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio». E ha aggiunto: «Ci aspettiamo il sostegno del Parlamento».
Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, lancia invece l’idea delle macroregioni: «Accorpare Regioni per ridurre i costi, a partire da quelli degli apparati e delle burocrazie. E sotto i 10.000 abitanti dobbiamo inevitabilmente andare all’unione di Comuni». Sull’Imu il leader di Fli propone: «Dovrebbe essere data la possibilità di dedurre in tutto o in parte quello che si paga dalla dichiarazione dei redditi. Va eliminata un’autentica ingiustizia, quella che tocca il cittadino che non ha entrate sufficienti per fare la dichiarazione dei redditi ma si è trovato a pagare una Imu molto alta». Bonanni è il più duro sui tagli: Giù le mani dagli statali o sarà «mobilitazione, a tappeto e in tutte le città». Il leader della Cisl indica la linea del sindacato: sì ad una «vera» riorganizzazione della Pubblica amministrazione che dia «prospettiva e dignità al lavoro pubblico e garanzia dei servizi ai cittadini», sì alla lotta agli sprechi effettivi, no categorico ai tagli lineari, che fanno solo «danni», a cominciare dal personale, che in questi anni ha già pagato il prezzo della crisi.

Fonte: L'Eco di Bergamo

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