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Sui vigili stagionali la lettera di Madia complica le cose

Una toppa peggiore del buco. La lettera con la quale il ministro della pubblica amministrazione risponde al presidente dell’Anci sul problema del divieto di assumere vigili stagionali introdotto dal dl 787205 (noto come decreto enti locali») oltre a non risolvere la questione si presenta come un inedito invito a violare le disposizioni di legge.

Non si può definire altrimenti il passaggio nel quale l’inquilina di palazzo Vidoni invita i comuni a «valutare autonomamente se adottare soluzioni, in ambiti assolutamente circoscritti, che anticipino l’auspicato intervento normativo».

Come se, cioè, fosse lecito per i comuni assumere i vigili stagionali vigente il divieto assoluto imposto attualmente dall’articolo 5 del dl 79/2015, sulla base di una mera lettera del ministro della Funzione pubblica che ventila la possibilità di anticipare una modifica normativa ancora non esistente.

Una sorta illegittimità di «modica quantità», basata sull’inedita fonte giuridica costituita da una missiva.

La lettera di palazzo Vidoni appare l’ennesima conferma del caos inestricabile che attanaglia ed avvita su se stessa la riforma delle province.

Il dl 78/2015, era atteso già da marzo come correttivo ai guai che ha creato a province e comuni la legge 190/2014, col suo sistema mal congegnato di blocco delle assunzioni per favorire una ricollocazione fin qui assolutamente fallimentare dei 20 mila dipendenti provinciali in sovrannumero. Dal «decreto enti locali» ci si aspettava chiarezza sulla possibilità, per i comuni, di assumere figure non reperibili presso le province, come in particolare assistenti sociali e educatori negli asili nido e scuole materne, oltre ad altri correttivi alla disgraziata legge di stabilità del 2015.

Ma approvato con estremo ritardo rispetto alle attese, la stesura finale conteneva la sorpresa: niente soluzioni per le assunzioni delle figure professionali necessarie ai comuni (a questo ci ha dovuto pensare la Sezione Autonomie della Corte dei conti) e perfino l’irrigidimento del blocco delle assunzioni per i vigili nei comuni. Gli estensori del dl 78/2015, pensando di poter risolvere problemi complessi con soluzioni semplici, hanno ritenuto di forzare la ricollocazione dei vigili provinciali presso i comuni vietando ai comuni stessi di assumere vigili stagionali.

Un paradosso. I comuni assumono vigili a tempo determinato per esigenze stagionali non per capriccio, ma perché reclutare personale a tempo indeterminato per fabbisogni limitati nel tempo oltre che assurdo sarebbe anche danno erariale. Da giorni i sindaci invitano il governo a correggere il tiro, attraverso la strada maestra e unica della modifica urgente al dl 78/2015.

L’unico riscontro avuto è, invece, la lettera del ministro Madia che oltre a invitare a violare il divieto di assumere gli stagionali indica anche l’ovvio: «Un intervento normativo potrebbe consentire, in presenza di esigenze temporalmente circoscritte ed eccezionali connesse con i flussi stagionali, di ricorrere a personale di polizia stagionale». Cioè esattamente ciò che chiedono i sindaci, ma che il governo, per solito molto sollecito ad adottare decreti legge di urgenza, non ha deciso di fare, affidandosi ad una «lettera». Tutto ciò che resta in mano ai sindaci, dunque, altro non è se non l’indiretta ammissione del ministro Madia dell’inidoneità del dl 78/2015 a risolvere i problemi di comuni e province e la speranza che la lettera da intento si trasformi in emendamento, per eliminare il divieto di assumere gli stagionali. Quando però la stagione turistica, iniziata da settimane, sarà agli sgoccioli.

Fonte: Italia Oggi

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