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Statali, in arrivo nuovi sistemi di valutazione dell’attività

Un’operazione in tre tappe. È quella che si sta congegnando al ministero della Pubblica amministrazione per alzare gli standard di produttività dei dipendenti pubblici. La prima fase sarà imperniata sulla creazione di nuovo sistema di valutazione degli statali in raccordo con l’operazione spending review. Dovrebbe poi prendere il via un dispositivo innovativo di misurazione di tutta l’attività svolta dagli uffici anche per verificare sovracosti interni e oneri impropri. Il terzo e ultimo step dovrebbe essere quello per introdurre un meccanismo di incentivi selettivi per premiare la produttività. Meccanismo che però potrà essere attivato solo nel momento in cui saranno utilizzabili risorse di cui attualmente il Governo non dispone, come ieri ha nuovamente lasciato intendere lo stesso ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi. Per il momento il percorso è solo abbozzato. Ma il lavoro sui nuovi sistemi di valutazione dei dipendenti e di misurazione dell’attività svolta dagli uffici è in fase avanzata. E una conferma arriva indirettamente da Patroni Griffi: «Siamo impegnati nell’assicurare una migliore performance organizzativa più che individuale, perché quello che interessa è ciò che la pubblica amministrazione produce, non tanto chi produce e come si lavora al suo interno», ha detto ieri mattina a Bologna il ministro. Patroni Griffi ha sottolineato che «la produttività nel pubblico è importante» ma anche evidenziato che quando il datore di lavoro è lo Stato è difficile, soprattutto nella situazione attuale, reperire le risorse per incentivarla. In ogni caso la priorità resta il dimagrimento degli organici e la riduzione dei costi della pubblica amministrazione. Concetti espressi nel pomeriggio dal ministro nell’incontro con i sindacati in cui è stata presentata la direttiva sull’attuazione della prima fase di spending review (si veda altro articolo in questa pagina). I nuovi criteri di valutazione e di misurazione dovrebbero vedere la luce entro la fine dell’anno, anche se non è escluso che le linee guida possano essere delineate dalla “fase due” della spending review che scatterà a metà ottobre insieme alla legge di stabilità. Sul fronte della misurazione Palazzo Vidoni sta valutando anche l’ipotesi di ricorrere a un dispositivo simile a quello dei costi standard anche per individuare le eventuali sacche di spreco nell’attività di funzionamento degli uffici pubblici. Nonostante la carenza di risorse a palazzo Vidoni si sta anche cominciando a ipotizzare un nuovo sistema per premiare i dipendenti maggiormente produttivi. L’idea sarebbe quella di attribuire gli incentivi di produttività sulla base di criteri di selettività ed elasticità superando il sistema delle quote congegnato dall’ex ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, che prevedeva l’esclusione certa dai premi di una fetta di personale pari al 25 per cento. Nella stessa agenda per la crescita stilata dal premier Mario Monti il 24 agosto scorso si parla, del resto, in relazione alle azioni da attivare nel pubblico impiego, di «sistemi di performance per gestire in modo efficiente le risorse assegnate, premiare il merito, orientare le priorità».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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