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Statali, i sindacati: 150 mila precari da assumere

Risolvere una volta per tutte il problema dei 150.000 precari della pubblica amministrazione il cui contratto è già «prorogato» a fine anno con il decreto che ha sospeso la prima rata dell’Imu. La soluzione potrebbe essere quella di una nuova proroga a dicembre prossimo fino all’indizione di nuovi concorsi ai quali i precari stessi parteciperebbero con una «riserva». Anche perché – spiega Michele Gentile, coordinatore dei settori pubblici della Cgil – si tratta di lavoratori «instabili» che rivestono, invece, ruoli «duraturi». Una contraddizione in termini. Gentile lancia dunque un appello al ministro per la Pubblica amministrazione, Gianpiero D’Alia, che a luglio aveva annunciato l’intenzione di presentare una proposta sull’argomento al Consiglio dei ministri: «Ma ancora non si è vista – dice Gentile -. Il ministro ci convochi, non vorremmo apprendere la proposta dai giornali». Intanto sull’argomento si fa sentire anche la Cisl. «Dopo la proroga di sei mesi incassata a metà luglio, la trattativa per i circa 150.000 dipendenti pubblici con contratti a termine in scadenza il 31 dicembre prossimo sarà avviata il prossimo autunno», conferma il segretario generale della Funzione pubblica della Cisl, Giovanni Faverin. La proroga ratificata a metà luglio – spiega Faverin – è la seconda che coinvolge il variegato quadro dei 150 mila dipendenti statali assunti con contratti a termine, interinali e collaborazioni nel complesso delle amministrazione. Ma quanto costerebbe una proroga? La Cgil ha fatto i conti. «L’ex ministro Tremonti – ricorda Gentile – nel 2010 tagliò del 50% le spese per il lavoro flessibile con un risparmio di 200 milioni. Quindi una proroga di 6 mesi varrebbe 100 milioni. Ma se a dicembre ci fosse un’altra proroga sarebbe la terza di seguito. La soluzione, invece, è passare dal tempo determinato al tempo indeterminato anche perché si tratta di lavoratori instabili che gestiscono servizi stabili»

Fonte: L'Eco di Bergamo

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