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Statali: Cgil, incontro lacunoso all’Aran

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“Il testo presentato dall’Aran è lacunoso, contraddittorio e non affronta in modo adeguato i problemi sollevati dai sindacati negli incontri precedenti”. Così il segretario confederale della Cgil, Nicola Nicolosi, al termine del secondo incontro presso l’agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche sul tema del lavoro a tempo determinato e della precarietà nel settore pubblico. La Cgil, fa sapere il dirigente sindacale, “ha ribadito le posizioni espresse nel precedente incontro: in primo luogo è necessario affrontare in tempi rapidi il tema del rinnovo dei contratti a tempo determinato in essere (oltre 80.000), in scadenza entro il 31 luglio prossimo”. Così come, aggiunge Nicolosi, “occorre una norma che consenta il rinnovo per un arco di tempo almeno pari a quello consentito dai rispettivi contratti nazionali, in modo da arrivare al momento in cui si riavvieranno le assunzioni nel Pubblico impiego, attualmente bloccate”.

Per il sindacalista “considerati i tempi di approvazione di un accordo, l’intesa va chiusa entro due mesi in modo da averla operativa il 31 luglio. La richiesta della Cgil è di mettere questo punto al primo posto del negoziato e di procedere immediatamente”. In secondo luogo, poi, “il campo di intervento di un accordo quadro non può in alcun modo essere limitato al tempo determinato, ma deve puntare ad una regolazione di tutte le forme di lavoro flessibile nel Pubblico impiego (che rappresentano i 2/3 dei 240.000 precari censiti, esclusa la Scuola), così come prevedeva l’accordo con il Governo del 3/5/2012”. Poiché, osserva ancora, “è evidente che l’Atto di indirizzo non comprende alcun mandato all’Aran a trattare su questo tema, la Cgil chiede di sollevare tale questione con il Governo, e di modificare il mandato in modo da consentire un confronto a tutto campo sul tema della precarietà, che conduca ad un accordo quadro di carattere generale.

Secondo Nicolosi “se il Governo e l’Aran si ostinano a mantenere un mandato rigido e ristretto quale quello espresso nell’Atto di indirizzo o, peggio, vincolano la rinnovabilità dei contratti in scadenza ad un accordo generale sul tempo determinato con le caratteristiche del testo presentato, si assumono una pesantissima responsabilità politica di fronte al Paese. Dovranno spiegare come può la Pa privarsi del lavoro strutturale ed ordinario dei tempi determinati lasciandoli a casa dal 31 luglio prossimo, e per di più in una fase di profonda crisi economica ed occupazionale”. Infine, conclude, “il confronto proseguirà, ma è chiaro che senza un’inversione di tendenza sul mandato, il negoziato si presenta estremamente difficile. Nel prosieguo, ribadiamo che la nostra priorità sarà un accordo specifico sul rinnovo dei contratti in scadenza. In assenza di risposte urgenti e concrete, la Cgil avvierà tutte le forme di mobilitazione necessarie”.

(FONTE: www.rassegna.it)

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