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Statali a casa e Paese sotto shock, lo shutdown costerà agli Usa 55 miliardi

Cominciano le proteste. Un gruppo di dipendenti pubblici, rimasti a casa e senza stipendio da questa mattina per i bisticci dei politici, ha inscenato una piccola dimostrazione: «A casa senza stipendio per colpa dei politici, ma noi i conti dovremo pagarli. Come arriviamo alla fine del mese?». Colpisce tuttavia che sugli 800mila rimasti a casa siano stati soltanto poche decine a protestare e neppure con troppa convinzione.

«Lo shutdown è una cosa ingiusta», ha affermato il presidente americano, Barack Obama, rivolgendosi ai dipendenti pubblici. «Troppo spesso venite trattati come un punching ball».

Il Senato intanto si sta preparando a tornare al lavoro. Harry Reid il capo della maggioranza ha detto che considerera’ l’ipotesi di una conferenza congiunta proposta dal presidente della Camera John Boehner. Potrebbe essere l’unica via d’uscita per mettere da parte le differenze ideologiche e trovare una soluzione per garantire quanto meno i flussi di cassa necessari a far funzionare il Governo. Intanto, questa mattina, la Capitale sembrava una città fantasma. Ministeri chiusi. Musei chiusi. Parchi chiusi. Metropolitana semivuota. Lo stesso capitò 17 anni fa nel 1995. La paralisi durò ben 28 giorni, ma l’economia allora era ben più solida, oggi il danno potrebbe essere gravissimo visto che la ripresa resta debole.

Tutto è cominciato con un accordo mancato: dopo un estremo tentativo, fallito a notte fonda, il Parlamento americano non e’ riuscito a raggiungere un compromesso sul bilancio 2014, che doveva entrare in vigore questa mattina e il governo degli Stati Uniti d’America e’ stato costretto alla chiusura. Intorno alle 23.53 di ieri notte, la Casa Bianca ha inviato la notifica che non avrebbe voluto inviare, ha istruito i ministeri di lasciare a casa tutto il personale non indispensabile e si parla di 800mila dipendenti pubblici che non andranno al lavoro questa mattina, e di un altro milione di dipendenti pubblici che dovranno coprire le posizioni ma che non saranno pagati.

Molti di loro hanno ricevuto ordini di non controllare le loro email e di non proseguire nel disbrigo di pratiche usando i computer da casa. Alcune agenzie chiave come la Federal Reserve, il Pentagono, la polizia di frontiera, gli agenti sanitari, potranno restare al lavoro. Alla Casa Bianca su 1.265 dipendenti, solo 129 saranno autorizzati a restare al lavoro per aiutare il Presidente a svolgere le sue funzioni.

Lo shock nel Paese è grande. Il danno se non si troverà una soluzione presto sarà ingente, il costo per l’economia è stimato in 55 miliardi di dollari, i mercati sono improvvisamente all’erta perché in questa situazione sembra impossibile trovare un accordo fra due settimane per innalzare il tetto sul debito, l’altra fatidica scandeza per l’economia americana. E a quel punto dopo la chiusura del governo si apre la prospettiva del default, dell’impossibilità dell’America di pagare i sui debiti e il suo servizio sul debito.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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