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Stallo sul blocco degli stipendi

È stallo per il dossier sul prolungamento del blocco della contrattazione per i lavoratori della Pubblica amministrazione.
La questione non è stata affrontata nella riunione scorsa del Consiglio dei ministri né sembra probabile possa essere sul tavolo del prossimo.
A precisarlo è il sottosegretario alla Presidenza, Antonio Catricalà, spiegando che per ora nessuno ha chiesto di inserire il blocco degli stipendi degli statali all’ordine del giorno del prossimo Cdm, aggiungendo di non sapere in realtà se la questione sia «materia da Cdm».
Un dubbio che sembra rafforzare l’idea di un governo tecnico poco propenso a spingere sull’acceleratore di una questione così delicata e «politica» che tocca oltre tre milioni di dipendenti pubblici, in vista della scadenza dello stop deciso dal decreto Tremonti nel 2010.
I tecnici «del ministero dell’Economia e della Pa stanno lavorando per esaminare il problema, approfondendo gli aspetti tecnici», spiega il ministro Filippo Patroni Griffi confermando che della questione non si è occupato lo scorso Cdm, «e – aggiunge – non sono in grado di dire se sarà presente nel prossimo».
A diradare la nebbia ci provano i sindacati, giudicando «incomprensibile questo tergiversare» del governo tecnico sulla ventilata ipotesi di prolungamento del blocco.
«Il Governo uscente – dicono in una nota congiunta Fp-Cgil, Uil-Fpl e Uil-Pa – non può assumersi tali responsabilità su un tema così delicato, le cui sorti sono evidentemente legate alle scelte del nuovo Parlamento e del prossimo esecutivo».
Le dichiarazioni di oggi di Patroni Griffi e Catricalà « appaiono paradossali – dicono – proprio oggi che la Guardia di Finanza ha divulgato i risultati degli accertamenti del 2012 dai quali si evince un abuso di incarichi e consulenze, una zona grigia di spesa spesso clientelare di oltre 1,5 miliardi di euro che, fatte le poche dovute differenze per il personale che offre servizi, potrebbe essere ridotta con la valorizzazione delle competenze interne», dicono all’unisono Rossana Dettori (Fp-Cgil), Giovanni Torluccio (UilFpl) e Benedetto Attili (Uil-Pa) bocciando una bozza circolata su un possibile decreto.

Fonte: Avvenire

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