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Stabilizzare i precari conviene

Lavoro flessibile meno caro, ma solo se stabilizzato. Dal prossimo anno infatti, convertire a tempo indeterminato un’assunzione a termine darà diritto alla restituzione piena (100%) dell’addizionale Aspi (1,4%).

Lo prevede la bozza di legge Stabilità 2014 oggi all’esame del consiglio dei ministri, che riprova a introdurre il ticket sulle pensioni d’oro (oltre 100 mila ) e introduce requisiti reddituali per l’indennità di accompagnamento.

Addizionale Aspi. La novità è un incentivo alla stabilizzazione dei contratti flessibili: chi li convertirà in assunzioni a tempo indeterminato, infatti, otterrà la restituzione del 100% dell’addizionale Aspi che vale l’1,4% delle retribuzioni erogate ai lavoratori durante il rapporto «flessibile».

Il contributo addizionale si applica a tutti i contratti di lavoro subordinato «non a tempo indeterminato», a eccezione di quattro ipotesi, ossia ai lavoratori assunti a termine in sostituzione di lavoratori assenti; ai lavoratori assunti a termine per lo svolgimento di attività stagionali, nonché, per il periodo dal 1° gennaio 203 al 31 dicembre 2015, delle attività definite dagli avvisi comuni e dai contratti collettivi nazionali stipulati entro il 31 dicembre 2011; ad apprendisti; ai lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

La restituzione piena è prevista esclusivamente per le stabilizzazioni intervenute a partire dal 1° gennaio 2014.

Ticket pensioni d’oro. Il governo ci riprova con il contributo sulle pensione d’oro, una misura già prevista dalla manovra estiva del 2011 (chiamata «contributo di perequazione») ma dichiarata incostituzionale con sentenza n. 216/2013, tanto che la stessa bozza di legge di stabilità 2014 stanzia 80 mln di euro per la sua restituzione.

Per superare i rilievi della corte costituzionale, il ticket è reintrodotto come «contributo di solidarietà», cioè versato a favore degli stessi istituti previdenziali e con la finalità di concorrere al mantenimento dell’equilibrio del sistema pensionistico.

In questo modo dovrebbe essere superato il rilievo della consulta che, attribuendo «natura tributaria» all’ex «contributo di perequazione», cioè di «imposta» in quanto finalizzata al risparmio di spesa pubblica, aveva rilevato il mancato rispetto dei principi di uguaglianza perché applicato ad una sola categoria di cittadini, ossia ai pensionati.

La misura del nuovo ticket (contributo di solidarietà) è del 5% per la quota della pensione eccedente i 100 mila e fino a 150 mila euro; del 10% per la parte eccedente i 150 mila e fino a 200 mila euro; del 15% per la parte eccedente i 200 mila euro.

La rivalutazione delle pensioni. Sempre riguardo alle pensioni, la bozza di legge stabilità 2014 introduce una disciplina specifica per la rivalutazione da valere per il triennio 2014-2016. Queste le nuove regole:

  • rivalutazione Istat al 100% per le pensioni fino a 19.322 euro (tre volte il minimo Inps);
  • rivalutazione Istat al 90% per le pensioni superiori a 19.322 euro (tre volte il minimo Inps) e fino a 25.762 euro (quattro volte il minimo Inps);
  • rivalutazione Istat al 75% per le pensioni superiori a 25.762 euro (quattro volte il minimo Inps) e fino a 32.203 euro (cinque volte il minimo Inps);
  • rivalutazione Istat al 50% per le pensioni superiori a 32.203 euro (cinque volte il minimo Inps) e fino a 38.644 euro (sei volte il minimo Inps);
  • solo per l’anno 2014 la rivalutazione non è riconosciuta con riferimento alle fasce di importo della pensione superiori a sei volte il minimo Inps (38.644 euro).

Indennità di accompagnamento. Dal prossimo anno sarà più difficile ottenere l’indennità di accompagnamento. Per il diritto infatti occorrerà rispettare un requisito reddituale, ossia non possedere redditi propri (del richiedente) assoggettabili a Irpef d’importo superiore a 40 mila euro annui; limite che sale a 70 mila euro nel caso in cui il richiedente risulti coniugato.

Fonte: Italia Oggi

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