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Squinzi: più produttività nella Pa

Burocrazia e produttività. Due facce della stessa medaglia, per riprendere a crescere e far uscire il paese dalla crisi. «Se riuscissimo veramente a mettere mano alla semplificazione burocratica potremmo aumentare il Pil anche più dei 4 punti indicati dall’Ocse come effetto delle riforme del governo Monti». Non a caso Giorgio Squinzi già nel suo primo discorso all’assemblea di Confindustria ha definito la semplificazione burocratica e amministrativa come la «madre di tutte le riforme». Altro obiettivo a breve termine, sollecitato dal governo, è l’accordo tra le parti sulla produttività. Andrebbe realizzato, secondo Squinzi, prima del vertice europeo del 18 ottobre, in modo che il presidente del Consiglio possa presentarlo ai partner Ue. Ieri il presidente di Confindustria ha sollecitato l’esecutivo a fare la propria parte: «Non è sufficiente che ad impegnarsi su questo fronte sia solo il settore manifatturiero o quello dei servizi. Occorre un’azione decisiva anche nel pubblico, altrimenti l’avanzamento che potremo fare sarà modesto», ha detto Squinzi, al dibattito che si è tenuto ieri a Bologna, in occasione dell’apertura del Cersaie, il salone della ceramica per l’edilizia e l’arredo. Seduto accanto a lui, il ministro della Pubblica amministrazione e della semplificazione, Filippo Patroni Griffi, che ha raccolto la sfida: «Siamo impegnati per assicurare una migliore performance organizzativa». Ma da parte del governo, secondo il presidente di Confindustria, dovrebbero arrivare anche risorse per la defiscalizzazione e decontribuzione delle retribuzioni, «per dare un incentivo forte alle imprese». Squinzi ha giudicato positivamente il contratto dei chimici firmato sabato. La Cgil di categoria nel direttivo di lunedì ha rimesso in discussione la firma: «Per me è un contratto valido», è stato il commento di Squinzi. «Va molto bene la clausola di salvaguardia che permette di riprendere e rilanciare a livello delle categoria questa contrattazione di base». I chimici hanno previsto, oltre alla possibilità di far slittare le tranche, anche di spostare gli istituti economici, aumenti salariali compresi, nella contrattazione di secondo livello, a seconda di ciò che accadrà sul tavolo nazionale di palazzo Chigi sulla produttività e dell’eventuale aumento di detassazione e decontribuzione dei premi in azienda. Nella trattativa tra le parti «ancora non siamo entrati nel vivo», ha detto Squinzi, specificando che prima ci sarà un incontro tra le organizzazioni imprenditoriali, poi con i sindacati. Bene, intanto, l’idea che è emersa dall’incontro tra governo e Fiat, cioè detassare le imprese che esportano. «È un’ipotesi valida. Attraverso l’export riusciamo ad esempio a pagare le importazioni di materie prime e a sostenere i costi dell’energia», ha detto Squinzi, sottolineando la vocazione all’export delle aziende delle piastrelle e l’importanza delle fiere come strumento di politica internazionale. Ed ha anche lanciato un’altra proposta: per combattere il sommerso nell’edilizia occorrerebbe una «liberalizzazione della deducibilità dei lavori edili, piuttosto che registrare le targhe dei Suv o entrare nei ristoranti di lusso. Bisogna puntare su provvedimenti attivi, consentendo recuperi di tipo fiscale». Per Squinzi va messo al centro il manifatturiero, per puntare alla crescita. «Non credo che nel 2013 si possa parlare di ripartenza, verso la fine dell’anno si potranno vedere segnali positivi». Riferendosi alla Fiat ha ripetuto che un grande paese industriale non può non avere un’industria automobilistica molto forte ed ha glissato sullo scontro Marchionne-Della Valle: «Mi lascia abbastanza indifferente, non hanno ruoli in Confindustria, assisto da spettatore, i confronti di tipo personalistico non sono una buona cosa». Infine, il caso Lazio: «Non è neanche il caso di commentare, basta leggere i giornali. Da comune cittadino ho un’impressione certamente molto negativa».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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