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Segretari provinciali, indietro tutta

Segretari provinciali, indietro tutta. Un tempo, per i segretari, accedere a una sede di segreteria di una provincia era un punto d’arrivo, un’evoluzione della carriera. Infatti, le sedi delle province erano di natura dirigenziale, segreterie generali, alle quali aspirare al pari di una segreteria di un comune capoluogo o di grandi dimensioni. Ancora fino a oggi, le segreterie provinciali avevano il non trascurabile vantaggio di poter consentire ai titolari il cumulo con l’incarico di direttore generale, visto che tale ultima carica è stata soppressa solo per i comuni con popolazione inferiore ai 100 mila abitanti. Con l’estirpazione alle province di gran parte delle funzioni e competenze e il ridimensionamento degli organi di governo, nei confronti dei quali i segretari debbono prestare le proprie funzioni di consulenza, sarà un po’ come tornare alle origini dei primi incarichi. Quando nelle sedi di segreteria di piccoli comuni la giunta era praticamente inesistente e di fronte al segretario, in consiglio, sedevano poco più di dieci consiglieri. I segretari potrebbero essere fortemente coinvolti dalle conseguenze della manovra salva Italia sulle province. Una volta, infatti, che tali enti locali risultino definitivamente privati delle proprie specifiche competenze e fortemente dimagriti nei loro organi di governo, l’alto compito dei segretari si riduce di gran lunga nella sua portata ed importanza. Addirittura, se non fosse che la figura del segretario è obbligatoria per gli enti locali, si potrebbe dubitare della sua necessità, tanto impoverite saranno le nuove province di funzioni e competenze. L’intero personale addetto alle funzioni provinciali dovrà trasmigrare verso i lidi delle regioni o di altri comuni. Resterà solo il personale addetto, eventualmente, ad assicurare il «supporto di segreteria per l’operatività degli organi della provincia». Pochi, pochissimi dipendenti sostanzialmente impiegati nell’assicurare l’attività di convocazione e riunione dei frugali consigli provinciali, verbalizzazione e pubblicazione di un numero di deliberazioni che certamente non risulterà particolarmente elevato, assistenza alle poche specifiche competenze del presidente della provincia. La funzione del segretario provinciale quale guida e vertice dell’organizzazione verrà di molto ridotta. Impensabile, poi, in un quadro di forte impoverimento delle competenze, il conferimento di compiti di direzione generale, e, dunque, difficile la giustificazione di una connessa indennità aggiuntiva alla remunerazione.

Luigi Oliveri

Fonte: Italia Oggi

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