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Scuola, in arrivo 55mila mail di assunzione: un algoritmo deciderà disciplina e provincia

In arrivo via e-mail la proposta di assunzione per 55mila docenti precari, che riceveranno così dal Miur la proposta di assunzione della Fase C del piano straordinario di stabilizzazioni previsto dalla riforma: l’algoritmo del Miur deciderà disciplina e provincia. E il sindacato Anief ha gia’ preparato una richiesta di accesso agli atti.

Attraverso la posta elettronica del sistema sul sito del ministero «Istanze on line», oltre 48mila insegnanti su cattedre comuni e 6.446 sul sostegno conosceranno la tipologia di posto e la località d’immissione in ruolo. La risposta dei precari dovrà pervenire, sempre via internet, entro 10 giorni, ovvero il 20 novembre. Qualora rifiutassero il posto individuato dall’algoritmo, verranno cancellati definitivamente da tutte le graduatorie pre-ruolo: dovranno cominciare a fare le supplenze o i concorsi come semplici laureati.

Il sindacato é già sul piede di guerra: «E’ un modo di procedere, top-secret, non accettabile per dei lavoratori che stanno per essere ammessi nei ruoli dello Stato, e per conoscere le modalità di scelta adottate dal sistema telematico é inevitabile produrre istanza di accesso agli atti».

Marcello Pacifico, presidente Anief, ha spiegato che attraverso il Tribunale amministrativo regionale, «risaliremo ai criteri adottati e valuteremo, con i nostri legali, se hanno rispettato le norme vigenti». Così nei prossimi giorni, appena il Miur renderà disponibili le proposte di assegnazione, l’Anief renderà pubbliche le modalità per procedere. E «sarà sempre il Tar presto ad esprimersi sul nostro ricorso sulle esclusioni dei docenti abilitati all’insegnamento ma esclusi dal piano straordinario della Buona Scuola, perché non presenti nelle Graduatorie ad esaurimento o di merito», ha spiegato Pacifico.

Il sindacato infatti punta il dito sull’algoritmo ministeriale: «i cui criteri di impostazione continuano a rimanere top secret», «una procedura complessa, che avrebbe necessitato di massima trasparenza». Invece, «le scelte della disciplina d’insegnamento e della provincia dove i docenti verranno collocati, derivanti dell’incrocio tra le graduatorie formulate e dei posti vacanti su cui assumere, avverrà nel massimo riserbo. Come se si trattasse di dati sensibili». E lo step ha un impatto notevole: tutti i docenti individuati avranno appena 10 giorni per accettare e in caso di rifiuto verranno cancellati da tutte le graduatorie pre-ruolo e dovranno cominciare a fare le supplenze o i concorsi come semplici laureati.

Quindi, come accaduto già con la Fase B del piano di assunzioni, a settembre, Anief ha predisposto una richiesta di «accesso agli atti», da presentare al Tar, per comprendere come si é pervenuti all’individuazione. Il sindacato ritiene, infatti, che «le assegnazione dei posti possano essere viziate, a danno dei docenti individuati, dal modello organizzativo prescelto dal Miur per far attuare le assunzioni anche su discipline non richieste come prioritarie dagli istituti, in particolare nel secondo ciclo d’istruzione». Secondo il sindacato il punto dolente sta nel fatto che le sette aree disciplinari indicate dalle scuole non coprono le oltre 150 discipline d’insegnamento, «creando inevitabili discrepanze tra richieste e assegnazioni», e «c’é il fondato rischio, infatti, che dei docenti di musica si ritroveranno ad insegnare arte o scienze. O viceversa. Con evidenti danni a neo-assunti, alunni e scuole».

Fonte: il Sole 24 Ore

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