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Scuola, concorsone da 63.700 posti. Bando atteso entro novembre

Neanche il tempo di archiviare la pratica maxi-assunzioni che per la scuola è già tempo di un nuovo “concorsone”. Il ministero dell’Istruzione ha chiesto formalmente l’autorizzazione all’Economia per bandire, per il triennio 2016-2018, la selezione da 63.700 cattedre riservate ai soli docenti abilitati. A cui si aggiungeranno, sempre nei prossimi tre anni, le 30mila circa stabilizzazioni di altrettanti precari delle Gae che sono rimasti fuori dal piano di quest’anno (tra questi i 23mila maestri della scuola dell’infanzia). Il bando vero e proprio è atteso entro fine novembre, ma «Il Sole 24 Ore» è in grado di anticiparne i principali contenuti. Ad esempio che la maggior parte dei posti interesserà gli istituti superiori (16.300) oppure che le materie più gettonate saranno matematica, lingue e italiano.

Il senso della nuova selezione l’ha ricordato nei giorni scorsi la ministra dell’Istruzione, Stefania Giannini, quando, a più riprese, ha sottolineato l’impegno del governo a dare alle scuole «tutti i docenti di cui hanno bisogno per esercitare concretamente la propria autonomia»; in aggiunta alla necessità di «tornare finalmente alla Costituzione, prevedendo che d’ora in avanti si possa salire in cattedra solo per concorso».

Il concorso

La richiesta al Mef è solo il primo atto. A cui ne seguiranno almeno altri cinque a cui gli uffici di viale Trastevere stanno lavorando contemporaneamente: l’ordinanza sulle commissioni d’esame, il decreto ministeriale sulle prove, il Dm sui titoli ammessi, quello sul comitato scientifico per la selezione, il bando vero e proprio. «Arriveranno – assicurano dal Miur – tutti entro fine mese». Anche perché la “Buona Scuola” fissa al 1° dicembre la dead line da rispettare per la sua emanazione.

Come detto, i posti messi a bando saranno 63.700. Così suddivisi: 6.800 per la scuola dell’infanzia, 15.900 per la primaria, 13.800 per le medie e 16.300 per la secondaria di secondo grado. I restanti posti, più o meno 10.900, saranno destinati agli insegnanti di sostegno e a quelli che residuano dall’ultima fase, la C, della maxi tornata di stabilizzazioni prevista dalla legge 107 (con un costo di circa 2,2 miliardi di euro, a regime).

Ma il piano di reclutamento per il triennio 2016-2018 non si esaurirà qui. In agenda c’è anche la stabilizzazione dei circa 30mila precari inseriti nelle graduatorie a esaurimento che non si è riusciti a immettere in ruolo quest’anno (si derogherà, quindi, “di fatto” al criterio di assunzione, 50% concorso, 50% Gae, attualmente vigente, per consentire più fungibilità nell’assegnazione delle cattedre). Complessivamente, nel prossimo triennio, il Miur ha conteggiato oltre 93mila posti vacanti.

Come per la precedente selezione “Profumo”, anche il nuovo maxi-concorso sarà riservato solo agli abilitati. Quindi potranno partecipare anche i docenti in possesso di Tfa e Pas (si potrà così far salire giovani forze fresche in cattedra, abbassando l’età media del corpo docente, oggi intorno ai 50 anni). Secondo i calcoli del ministero potrebbero essere interessati al nuovo concorso circa 250mila candidati.

Differentemente invece dalla precedente selezione, il Miur starebbe pensando, per questa nuova, a eliminare la prova preselettiva per le scuole medie e superiori (dove i candidati saranno meno in relazione ai posti), puntando su uno scritto (informatizzato) e un orale (lezione simulata, introdotta per la prima volta nel 2012). Per infanzia e primaria si pensa di mantenere la prova preselettiva. Alla primaria, poi, sarà richiesto un livello minimo per l’inglese.

È una vera e propria corsa contro il tempo per far debuttare, con la nuova selezione, anche le riformate classi di concorso (cioè le materie che si possono insegnare). Lo schema di regolamento, che allarga le classi di concorso riducendole da 168 a poco più di 100, ha superato nei giorni scorsi l’esame del consiglio di Stato ed è atteso ora dal Parlamento e da un nuovo esame finale in Consiglio dei ministri.

La Fase C

Certo è che il prossimo concorsone è l’ultimo atto di un piano complessivo da oltre 180mila posti dal 2015 al 2018. Lo scorso settembre infatti, in attuazione della riforma Renzi-Giannini, sono saliti in cattedra poco più di 38mila insegnanti. Nelle prossime settimane toccherà ai circa 50mila della Fase C, cioè i docenti aggiuntivi che arriveranno alle scuole e serviranno per potenziare servizi e attività didattiche. Gli aspiranti professori, interessati da questa fase C, riceveranno la proposta di assunzione il 10 novembre e poi avranno 10 giorni per accettarla o rifiutarla. Andando incontro però, in questo secondo caso, alla cancellazione dalla graduatoria e all’esclusione dalla stabilizzazione.

Fonte: il Sole 24 Ore

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