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Schiarita sul taglio delle Province

Prime schiarite sul riordino delle Province. Nonostante una massa monstre di emendamenti da esaminare la “strana maggioranza” sembra intenzionata ad accelerare l’esame del decreto 188 in commissione Affari costituzionali del Senato e portare il testo in aula tra martedì e mercoledì prossimi. Un’ipotesi che potrebbe rappresentare un buon viatico anche per il regolamento sulla riorganizzazione delle Questure e delle Prefetture, che è atteso domani in Consiglio dei ministri e che è per forza di cose legato alla sorte degli enti di area vasta. La conferma che sul Dl Province (che scade il 5 gennaio, ndr) il Parlamento prova ad accelerare potrebbe giungere oggi dalla capigruppo di Palazzo Madama che dovrebbe calendarizzare l’arrivo del testo in assemblea tra l’11 e il 12 dicembre. Decisive potrebbero essere le nuove aperture fatte ieri dal ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, durante la sua audizione nella bicamerale per le Questioni regionali. Anche su punti abbastanza controversi come la decadenza delle giunte dal 1 gennaio 2013 oppure la scelta dei capoluoghi. Temi finiti anche nel mirino dei senatori che, con i 574 emendamenti depositati lunedì di cui qualche centinaio a firma Claudio Fazzone (Pdl) stanno provando a riscrivere l’intero articolato. In maniera spesso bizzarra. Si pensi alle richieste di esenzione dal taglio per gli enti ubicati nelle Regioni obiettivo convergenza oppure alla proposta sui generis di includere nel calcolo della superficie minima anche i laghi, le zone umide e lo specchio di mare antistante la costa. Intanto il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, si appresta a portare al Consiglio dei ministri il riordino di Prefetture e Questure nelle Province abolite. Un testo che vede schierati contro la maggior parte dei sindacati di polizia e dei prefettizi: la protesta è durissima, registra il punto di massima crisi nei rapporti tra ministro e confederazioni. «Solo 18 sedi minori sottolinea Cancellieri rimarranno “scoperte”: nelle altre Province rimarranno presìdi con un prefetto e un questore, come peraltro avveniva 5-6 anni fa, perché parliamo di alcune sedi che sono di nuovissima istituzione. I livelli di sicurezza non verranno toccati e non ci saranno assolutamente trasposizioni di personale da un posto all’altro. Tuona Felice Romano (Siulp): «Così si intacca il sistema previsto dalla legge 121 del 1981, baluardo dell’ordine e della sicurezza pubblica e della democrazia di questo Paese». Romano annuncia: «Valutiamo di mandare una diffida al presidente del Consiglio, Mario Monti, per violazione delle norme contrattuali, visto che non siamo stati sentiti». Nicola Tanzi (Sap) parla di «provocazioni inutili e dannose» mentre Enzo Letizia (Anfp) sottolinea come «il declassamento delle Questure risponde pienamente al progetto dei tagli indiscriminati sulla sicurezza». E per il Sinpref «si lasciano sguarnite intere aree del Paese in un momento in cui tensioni sociali, crisi economica, disoccupazione e infiltrazioni delle criminalità organizzata richiederebbero un rafforzamento del sistema sicurezza».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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