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Sanzioni disciplinari con tempi più certi

L’articolo 17 della riforma della Pa individua la disciplina che i decreti legislativi dovranno adottare in materia di lavoro. È previsto un termine di 18 mesi e la mole di interventi è davvero ampia, visto che si passa dalla revisione delle procedure di accesso, dal procedimento disciplinare e dal riordino del controllo sulle assenze dei dipendenti, per giungere a una riscrittura delle norme su valutazione e merito.

I concorsi non saranno più quelli di una volta. Vengono riscritte le procedure, prevedendo concorsi centralizzati con prove territoriali; cambiano le modalità di espletamento delle prove, valorizzando anche le capacità operative dei concorrenti, per i quali è stato abolito il requisito del voto minimo di laurea; viene creato un sistema informativo nazionale per orientare la programmazione delle assunzioni.

Con una serie di successivi interventi, si presterà attenzione al ricambio generazionale, ipotizzando la possibilità di riduzione su base volontaria dell’orario di lavoro del personale vicino alla pensione, e arriveranno regole per il progressivo superamento della dotazione organica come limite alle assunzioni, anche per facilitare la mobilità. Per prevenire il precariato verrà riscritta la revisione delle forme di lavoro flessibile.

La riforma si occupa anche di chi è già nella Pa, con le semplificazioni previste in materia di valutazione, merito e premialità. Ancora una volta, come già nella riforma Brunetta, si pone l’accento su due valutazioni, quella individuale e quella di ente. Per quest’ultima si creeranno standard di riferimento e confronto per valutare i servizi erogati ai cittadini. Si fa riferimento a una generica riduzione degli adempimenti, anche attraverso una maggiore integrazione con il ciclo di bilancio, peraltro già avviata per gli enti locali all’interno del Dlgs 267/2000. È alle porte, inoltre, una riscrittura dei sistemi di valutazione e di controllo interno.

Punti cardine della riforma sono anche alcune revisioni già fortemente volute anche dalla legge 15/2009 e dal successivo Dlgs 150/2009. A dare compimento alle modalità di controllo sulle assenze per malattia, le verifiche sono affidate all’Inps e non si esclude che ci saranno diverse novità anche nel procedimento disciplinare. Infatti un punto della delega insiste sull’introduzione di nuove norme per renderlo concreto e certo nei tempi. Effettivamente oggi, tra Dlgs 165/2001 e norme contrattuali che sopravvivono alla riforma Brunetta, le cose non sempre hanno funzionato.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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